Terna avvia la posa dei cavi sottomarini tra Calabria e Sicilia, trovata anfora antica
La posa dei cavi sottomarini del nuovo elettrodotto tra Calabria e Sicilia è iniziata. A dare il via alle operazioni in mare è Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale. Il nuovo collegamento si affiancherà agli elettrodotti già esistenti tra le due sponde dello Stretto, rafforzando la rete e aumentando la capacità di trasporto dell’energia elettrica tra l’isola e il continente.
Il progetto prevede anche opere terrestri: due collegamenti interrati raccorderanno gli approdi dei cavi sottomarini alle stazioni elettriche di Annunziata, nel comune di Messina, e di Bolano, nel comune di Villa San Giovanni, entrambi attualmente in fase di realizzazione. I tracciati si svilupperanno per circa 3 km sul versante siciliano e per circa 500 metri su quello calabrese. Sono in corso anche i lavori per la nuova stazione elettrica di Annunziata e per l’ampliamento di quella di Bolano, che costituiranno i nodi terminali del collegamento.Il nuovo elettrodotto si affiancherà a infrastrutture già esistenti: il “Sorgente-Rizziconi”, entrato in esercizio nel 2016, e il “Bolano-Paradiso”, risalente agli anni Ottanta.
Il ritrovamento archeologico
Durante le attività di monitoraggio ambientale, condotte da Terna prima dell’avvio dei lavori in mare e in stretto coordinamento con la Soprintendenza competente, è stata individuata un’anfora in terracotta a circa 1 km dalla costa di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, a una profondità di 125 metri. Il reperto, rinvenuto in prossimità del tracciato dell’elettrodotto, presenta caratteristiche riconducibili alle anfore greco-italiche, prodotte tra il II e il I secolo a.C. L’anfora è stata recuperata integralmente e affidata alla Soprintendenza competente.