29 Ottobre 2026 Politica e Sindacato

Meloni alla convention di De Luca: «Un percorso entusiasmante». Presentato il simbolo per le politiche, Sud chiama Nord all’1,1%

«L’Italia non si governa contro i territori, non si governa senza i territori, si governa con i territori». È il messaggio lanciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla convention di Sud chiama Nord, il movimento guidato da Cateno De Luca, intervenendo in videocollegamento all’appuntamento romano “L’Italia dei Territori”. Un intervento che segna un passaggio significativo nel percorso politico del movimento, impegnato a costruire una presenza nazionale attraverso l’intesa con Sindaci d’Italia. «La vostra è una scelta di campo», ha affermato la premier, rivolgendosi ai partecipanti e riconoscendo il valore dell’esperienza degli amministratori locali. «Sono certa che i cittadini vi premieranno per questo», ha aggiunto, augurando buon cammino alla nuova iniziativa. Meloni ha ringraziato i promotori per aver messo «la vostra esperienza, il vostro contributo, la vostra determinazione» al servizio di un progetto più ampio, richiamando anche la tenacia di De Luca. «So cosa significhi fondare un movimento politico a pochi mesi dalle elezioni. So quanta fatica serve per farlo conoscere e apprezzare», ha sottolineato la presidente del Consiglio.

Il progetto nazionale e il simbolo per le politiche

Nel corso della convention è stato presentato il simbolo di Sud chiama Nord-Sindaci d’Italia, la lista che si prepara a partecipare alle prossime elezioni politiche. Il logo riporta il nome di Cateno De Luca, lo stemma di Sindaci d’Italia e una banda tricolore, mentre il simbolo di Sud chiama Nord compare in dimensioni più ridotte. De Luca sarà il portavoce della lista, che, secondo quanto annunciato durante l’iniziativa, correrà insieme alla coalizione di centrodestra. Un passaggio che rafforza il dialogo avviato con esponenti nazionali dell’area, pur in presenza di posizioni politiche che restano distinte su alcuni fronti. Il movimento ha infatti escluso un ingresso nel governo nazionale e confermato la propria opposizione in Sicilia all’esecutivo guidato da Renato Schifani. Alla convention era intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che si era rivolto a De Luca con parole di apertura: «Fai parte di questa squadra».

Meloni: «Tutti i territori devono crescere insieme»

Nel suo intervento, la premier ha posto al centro il rapporto tra istituzioni e comunità locali, indicando nella coesione territoriale una priorità dell’azione di governo. «Il nostro compito è quello di far crescere tutti i territori allo stesso modo, colmando i divari storici», ha dichiarato, evidenziando la necessità di garantire al Mezzogiorno opportunità di sviluppo e di rafforzare il legame tra Nord e Sud. Un’attenzione particolare è stata riservata alle nuove generazioni. «Noi dobbiamo garantire alle nuove generazioni il diritto di poter restare o tornare dove sono nati», ha detto Meloni, richiamando le misure contenute nel bilancio approvato dal Consiglio dei ministri e gli interventi destinati ad avere ricadute anche sui Comuni. La presidente del Consiglio ha ribadito inoltre la contrarietà a un bilancio europeo che riduca le risorse per agricoltura, pesca e politica di coesione. «Non può esserci vera competitività se lasciamo indietro qualcuno. Tutti i territori devono crescere insieme», ha affermato, indicando nei giovani e nelle aree interne altri due ambiti strategici.

Sicurezza, legalità e sviluppo del Mezzogiorno

Tra i temi affrontati anche la sicurezza, definita dalla premier una condizione essenziale per lo sviluppo economico e sociale. Meloni ha rivendicato il rafforzamento della presenza dello Stato e degli organici delle forze di polizia, confermando la lotta alla criminalità organizzata tra le priorità dell’esecutivo. Sul fronte economico, la presidente del Consiglio ha sostenuto che il Sud abbia registrato negli ultimi anni una crescita superiore a quella del resto del Paese, citando anche il record occupazionale e il contributo delle imprese e dei lavoratori meridionali. Tra gli strumenti richiamati, la Zes unica, indicata come una delle misure a sostegno degli investimenti e del dinamismo produttivo. Meloni ha inoltre rivendicato il superamento della stagione dell’assistenzialismo, sostenendo che le politiche adottate abbiano accompagnato la crescita e rafforzato le tutele per chi non è nelle condizioni di lavorare.

Il sondaggio: Sud chiama Nord all’1,1%

Intanto, la Supermedia Youtrend/Agi diffusa il 29 ottobre colloca Sud chiama Nord all’1,1%, in una rilevazione che fotografa gli equilibri tra le forze politiche nazionali. Fratelli d’Italia si conferma primo partito al 27,9%, in crescita dello 0,7%. Il Partito democratico è al 20,2%, mentre il Movimento 5 Stelle scende all’11,9%. Seguono Forza Italia al 7,4%, Alleanza Verdi e Sinistra al 6,2% e Lega e Futuro Nazionale, entrambe al 6,1%. Più indietro Azione al 3,3%, Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,5% e Partito Liberal Democratico all’1,3%. Per quanto riguarda le coalizioni, il cosiddetto Campo largo viene stimato al 43,8%, mentre il centrodestra raggiunge il 43,7%. Un quadro che evidenzia una sostanziale parità tra i due schieramenti e nel quale Sud chiama Nord punta a ritagliarsi uno spazio autonomo, facendo leva sul radicamento territoriale degli amministratori e sull’ambizione di trasformare l’esperienza locale in un progetto politico nazionale.