30 Ottobre 2026 Politica e Sindacato

Rendiconto di gestione 2025, arriva al Comune il commissario

Messina stavolta è in netto ritardo. Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato il Rendiconto di gestione lo scorso 7 ottobre. A Catania il documento tecnico-contabile è stato esitato già a settembre. A Palazzo Zanca, invece, si sono allungati i tempi e la Regione siciliana ha nominato il commissario ad acta, che ha 90 giorni di tempo per far approvare il Rendiconto relativo al 2025.

Il sindaco Federico Basile non lo considera un incidente di percorso né mostra preoccupazione per un atto, quello disposto dalla Regione, che è ormai diventato quasi fisiologico, visto che le nomine di commissari ad acta per i Bilancio coinvolgono centinaia di Comuni. «È dal 2012 che la Regione invia commissari ad acta per il Rendiconto – spiega il sindaco –, l’anno scorso era stato approvato a settembre. Quest’anno si è perso un po’ più di tempo, per fatti meramente tecnici, solo negli ultimi giorni abbiamo ricevuto le attestazioni da parte delle società in liquidazione. Il documento contabile non è stato redatto in ritardo per volontà politica, è un atto tecnico, in ogni caso è pronto e sarà sottoposto all’esame del Collegio dei revisori, e subito dopo andrà in Consiglio. Quando ero revisore ricordo bilanci di previsione approvati a metà dell’anno successivo, quando si sarebbe dovuto approvare il Rendiconto di gestione. Chi vuol far polemica la faccia pure...».

E la polemica c’è e a innescarla è il gruppo di “Marcello Scurria sindaco”. «Scadenze superate e impegni disattesi. La città ha diritto di conoscere le ragioni del ritardo e le eventuali responsabilità. Avevamo chiesto – affermano i tre consiglieri del gruppo, lo stesso Scurria, Pippo Capurro e Simona Contestabile – formalmente l’attivazione dei poteri sostitutivi della Regione. Ora è necessario chiarire perché non si sia arrivati all’approvazione nei termini previsti e quali ostacoli abbiano impedito di completare l’iter amministrativo. Il Rendiconto è un documento fondamentale per la trasparenza dei conti pubblici e il controllo sulla gestione finanziaria dell’Ente. Per questo chiediamo di ricostruire i passaggi che hanno portato al commissariamento e di accertare eventuali responsabilità. C’è inoltre la questione dei costi: occorre chiarire gli eventuali oneri a carico del Comune e valutare, ove ne ricorrano i presupposti di legge, la possibilità di rivalsa nei confronti dei soggetti responsabili, affinché non siano i cittadini a sostenere costi evitabili. A Messina, per arrivare all’approvazione del Rendiconto, è stato necessario l’intervento di un commissario. Un fatto che richiede risposte concrete. Amministrare significa rispettare le scadenze, garantire trasparenza e assumersi le proprie responsabilità. La città merita chiarezza, non rassicurazioni generiche. Abbiamo chiesto, abbiamo sollecitato, abbiamo ottenuto un intervento che ristabilisce un principio semplice: le regole si rispettano e i conti si approvano nei tempi previsti dalla legge. Questo è il senso della nostra opposizione: responsabile, vigile, determinata. Non arretriamo di un passo quando si tratta di difendere la legalità e gli interessi di Messina. La legalità non è negoziabile. Chi amministra una città deve rispettare le scadenze: non è un optional, è un dovere. Messina – concludono i tre consiglieri – merita un’Amministrazione che onori gli impegni presi con i cittadini, che non costringa la Regione a intervenire in via sostitutiva e che non scarichi sui messinesi il costo delle proprie inadempienze. Continueremo a vigilare, a denunciare e a intervenire ogni volta che sarà necessario, perché il nostro mandato è chiaro: mettere al centro la città, i suoi conti, la sua credibilità istituzionale».