La denuncia di Nino Di Matteo e il ruolo della DNA nelle indagini sulle stragi. Le preoccupazioni del Coordinamento Nazionale di Associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati
Il Coordinamento Nazionale delle Associazioni e dei Familiari delle vittime di stragi e attentati esprime forte preoccupazione per quanto appreso dalle colonne del Fatto Quotidiano sulla denuncia, risalente ad alcune settimane fa, del magistrato Antonino Di Matteo, relativa all’annichilimento di fatto del “pool stragi” previsto dal progetto organizzativo formalmente in vigore presso la Direzione nazionale antimafia. Si tratta di una vicenda gravissima che riguarda proprio il tema più caro al Coordinamento. Già da tempo abbiamo denunciato l’azione della Commissione antimafia mirata a ostacolare una ricostruzione compiuta e dettagliata del progetto stragista che ha accompagnato l’abbattimento della prima repubblica e la costituzione dei nuovi equilibri politici e istituzionali consolidatisi dal 1994. Sapere che anche alla Dna, nell’attività di coordinamento delle indagini, si operi impedendo la circolarità delle informazioni fra gli uffici giudiziari e i magistrati del pool stragi è circostanza che impone l’approfondimento sia mediante la doverosa audizione in Commissione antimafia dei magistrati Nino Di Matteo e Giovanni Melillo sia presso il Consiglio superiore della magistratura, laddove ancora in tempi recenti il dottor Melillo è intervenuto durante la procedura di nomina di un procuratore aggiunto presso la Dna, contribuendo a intralciare l’attribuzione di quel posto a Sebastiano Ardita. Davanti a quanto abbiamo ascoltato, con sconcerto, durante le ripetute audizioni del Procuratore Salvatore De Luca, circa la riduzione di ogni volontà di indagine sulle stragi del 1992 a una sola pista peraltro già archiviata e circa la condivisione di quella visione minimizzante e praticamente negazionista da parte del Procuratore Melillo, la nostra preoccupazione, già manifestata in passato, trova elementi di conferma. Del resto, il Procuratore Melillo non ha ancora mostrato alcuna sensibilità nei confronti dei tanti familiari delle vittime rappresentati dal Coordinamento, nonostante fra loro vi siano tantissime persone offese che hanno un ruolo nelle indagini sulle stragi del 1992/93.
Ci si chiede se il Procuratore Melillo, che si è ripetutamente incontrato con la Presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo, responsabile di un andazzo che abbiamo più volte denunciato come contrario alla ricerca completa della verità sulle stragi, continui, viceversa, a ritenere di trascurare la voce dei familiari delle vittime. Il Coordinamento fa proprio il grido d’allarme lanciato da Nino Di Matteo e chiede che le Istituzioni e le forze democratiche compiano ogni sforzo necessario perché venga verificato se davvero ci sia stata una violazione delle regole interne alla Direzione Nazionale Antimafia nel coordinamento delle indagini sulle stragi e sugli altri delitti, sui quali esiste o dovrebbe esistere il coordinamento per il quale la DNA nacque, secondo il disegno originariamente voluto da Giovanni Falcone.
FIRMATARI
Paolo Bolognesi
Presidente onorario dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna
Salvatore Borsellino
Presidente Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio
Paolo Lambertini
Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna
Sergio Amato
Figlio del Giudice Mario Amato, ucciso dai NAR
Nunzia Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Flora Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Paola Caccia
Figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta
Giuseppa Catalano
Sorella dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio
Tommaso Catalano
Fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio
Daniele Gabbrielli
Vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili.
Roberta Gatani
Nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio
Luana Ilardo
Figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia.
Angela Manca
Madre dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia
Gianluca Manca
Fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia
Rosaria Manzo
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage del Rapido 904
Manlio Milani
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza della Loggia
Brizio Montinaro
Fratello dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci
Donata Montinaro
Sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci
Nino Morana
Nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Stefano Mormile
Fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta
Nunzia Mormile
Sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta
Federico Sinicato
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana
Franco Sirotti
Fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del Treno Italicus