2 Gennaio 2026 Giudiziaria

Amianto sui traghetti FS, il Tribunale di Messina condanna Rfi: risarcimento da 1,2 milioni agli eredi di un ex dipendente

Il Tribunale di Messina ha condannato Rete Ferroviaria Italiana per la morte di un ex dipendente messinese dei traghetti ferroviari, deceduto a causa di un mesotelioma pleurico contratto in seguito all’esposizione professionale all’amianto. La sentenza accoglie il ricorso presentato dagli eredi del lavoratore e dispone un risarcimento complessivo di circa 1 milione e 200 mila euro per danni patrimoniali e non patrimoniali.

A rendere nota la decisione è l’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), che spiega come il giudice del lavoro abbia accertato che l’uomo aveva prestato servizio nelle Ferrovie dello Stato per oltre vent’anni, dal 1977 al 2001, svolgendo mansioni di elettricista e addetto alla manutenzione. Attività esercitate in ambienti contaminati da amianto e senza adeguati dispositivi di protezione, in particolare a bordo dei traghetti ferroviari e negli impianti elettrici, contesti caratterizzati da una presenza significativa e continuativa di fibre cancerogene.

La patologia venne diagnosticata nel 2014 e si è rapidamente aggravata, portando alla morte dell’uomo il 15 aprile 2015, all’età di 68 anni. L’ex lavoratore ha lasciato la moglie e quattro figli, oggi residenti a Messina.

Secondo quanto evidenziato dall’Ona, la sentenza riconosce in modo netto il nesso causale tra l’esposizione professionale all’amianto e l’insorgenza del mesotelioma pleurico, ribadendo come l’azienda non abbia adottato tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità psicofisica del dipendente.

Il Tribunale ha inoltre sottolineato che il rischio legato all’amianto era noto da tempo e che la mancata adozione di idonee misure di prevenzione configura una chiara violazione dell’articolo 2087 del codice civile. Una responsabilità datoriale che, come evidenziato dall’Osservatorio, si inserisce nel solco di precedenti pronunce e rafforza l’orientamento giurisprudenziale in materia di tutela dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene, rappresentando un precedente di grande rilievo.

«Questa sentenza segna un passaggio fondamentale nella verità giudiziaria sull’amianto nelle Ferrovie dello Stato», ha dichiarato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha assistito i familiari della vittima insieme al legale Giuseppe Aveni. «Accerta in modo inequivocabile l’uso di amianto nei traghetti ferroviari e ne individua le responsabilità.

Non si tratta di un caso isolato: abbiamo già censito almeno altri dieci casi di mesotelioma tra i lavoratori dei traghetti FS. A Messina e Reggio Calabria la situazione è ancora più grave per la presenza delle Officine di Manutenzione e delle Ogr di Saline Joniche. Dopo otto anni di battaglie giudiziarie, questa decisione restituisce giustizia alle vittime e ai loro familiari e rappresenta una speranza concreta per chi attende il riconoscimento dei propri diritti».