15 Gennaio 2026 Politica e Sindacato

Inaugurato il 478° Anno Accademico di UniMe

Si è tenuta presso l’Aula Magna del Rettorato, la Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/26 dell’Università di Messina, il 478° dalla Fondazione dell’Ateneo. L’ospite d’onore è stato il Governatore della Banca d’Italia, dott. Fabio Panetta.
L’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 dell’Università degli Studi di Messina è stata l’occasione per sottolineare il ruolo pubblico dell’Ateneo come comunità di studio e di responsabilità civile.
La Rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari, ha richiamato il valore simbolico dell’ex sede della Banca d’Italia, restituita alla città e destinata ad accogliere Archivio storico, Gabinetto di lettura e nuovi spazi per studio e ricerca, come segno concreto di investimento in conoscenza e servizi. Nel bilancio del 2025, la Rettrice ha evidenziato risultati e iniziative che hanno rafforzato l’apertura dell’Università al territorio e alla società: orientamento e accoglienza, dialogo con il mondo del lavoro, attività culturali e di terza missione, oltre al consolidamento del posizionamento nei principali ranking internazionali.
Particolare attenzione è stata dedicata al diritto allo studio e alle politiche di welfare, con misure a tutela dell’accesso e dell’inclusione, e al tema del benessere degli studenti. Un passaggio centrale ha riguardato la ricerca e la gestione della fase ‘post PNRR’: l’Ateneo ha registrato una crescita dei finanziamenti competitivi, ma la Rettrice ha sottolineato la necessità di trasformare l’impulso straordinario del PNRR in competenze e infrastrutture stabili, rafforzando progettazione europea, partenariati e trasferimento tecnologico. Sul piano della gestione amministrativa, è stato richiamato il traguardo di UniMe tra le amministrazioni più virtuose nei pagamenti, con fatture saldate mediamente prima della scadenza, e la ripresa del reclutamento, con un programma di oltre 90 giovani ricercatori deliberato per rafforzare didattica e ricerca.
Ribadito, inoltre, come la legalità rappresenti una condizione non negoziabile dell’autonomia universitaria e della credibilità istituzionale, richiamando la necessità di prevenzione, trasparenza, controlli e cultura organizzativa.
Nel discorso è stata inoltre espressa vicinanza alla comunità studentesca iraniana e cordoglio per la morte in Iran del giovane Yasin Mirzaei. In chiusura, la prof.ssa Spatari ha indicato tre parole chiave per il 2026 – persone, qualità, fiducia – evidenziando che l’Università pubblica è un investimento strategico per crescita, coesione sociale e futuro del territorio.
Durante la sua prolusione, il Governatore della Banca d’Italia, dott. Fabio Panetta, ha sottolineato come le Università non siano solo mere produttrici del sapere, ma rappresentino invece lo strumento formidabile per rendere la conoscenza utile al progresso economico e sociale, in particolare nell’attuale fase che stiamo vivendo, segnata da profonde trasformazioni tecnologiche, geopolitiche e demografiche che richiedono capacità di interpretazione e di governo del cambiamento. La sfida è promuovere uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare il progresso scientifico ed economico con la coesione civile, la libertà individuale e la giustizia sociale.
L’Università è chiamata a dare un contributo essenziale, innanzitutto attraverso la formazione di capitale umano di elevata qualità. Messina, come sottolineato dal Governatore, per la sua storia e la sua collocazione geografica è da sempre un crocevia di civiltà, culture e scambi che reca su di sé i segni delle difficoltà di crescita che riguardano l’intero Paese, ovvero, un’economia in miglioramento ma con nodi strutturali, il vincolo demografico e la bassa natalità, la fatica per trattenere giovani talenti. Ma Messina, con tutte le proprie peculiarità, incarna in sé anche le possibilità per invertire la rotta e trovare gli antidoti a tutte le difficoltà. L’Ateneo, in un’epoca cosmopolita e multiculturale, accoglie infatti un’ampia platea di studenti stranieri e del territorio che possono rappresentare lo stimolo giusto su cui fondare, in combinazione con le conoscenze, la ricerca, l’impegno individuale e qualità delle istituzioni, il progresso delle nostre società nell’era contemporanea.
Nel corso della cerimonia è intervenuta la Rappresentante del Personale T.A., dott.ssa Clorinda Capria, che ha evidenziato il ruolo di coloro i quali, con competenza e senso del dovere contribuiscono quotidianamente al funzionamento dell’Ateneo e alla concreta erogazione dei servizi rivolti a studenti, docenti, ricercatori e all’utenza esterna. Tra i temi evidenziati, quelli della formazione professionale, dei percorsi di aggiornamento, dell’uguagliaza di genere e delle pari opportunità: in tal senso,  il Personale Tecnico-Amministrativo contribuisce in modo significativo alla costruzione di un ambiente di lavoro inclusivo, rispettoso e attento alle differenze, promuovendo quotidianamente pratiche organizzative improntate alla valorizzazione delle competenze di tutte e di tutti e all’equità. Un pensiero è stato rivolto anche alla comunità studentesca, incentivata a vivere l’Università come un luogo di crescita, di confronto e di responsabilità.
Ha, poi, preso la parola il Rappresentante degli studenti, Fabrizio Sbilordo rimarcando le aspirazioni, le speranze ed anche le paure degli studenti che fanno parte della comunità accademica di UniMe in un’epoca in cui la generazione più formata del Sud guarda al futuro con timore, fagocitata da un sistema che non riesce ancora a valorizzare pienamente il merito. In tale contesto, la comunità studentesca plaude la scelta dell’Ateneo di voler restituire alla città l’ex sede della Banca d’Italia, futuro avamposto di una cultura che unisce e che contribuisce a dare forza ai ragazzi ed alle ragazze che scelgono di credere in questa terra, restando per migliorare il futuro di un territorio che deve invertire la tendenza di una emorragia giovanile oramai insostenibile per la Sicilia.
Nel corso della Cerimonia, il Coro d’Ateneo – diretto dai Maestri Umberto e Giulio Arena – ha fornito un contributo musicale intonando il Gaudeamus Igitur e l’Inno di Mameli.