16 Gennaio 2026 Sport Cultura Spettacolo

Intitolare l’Antiquarum di Palazzo Zanca all’archeologo Scibona

Sono passati ormai parecchi anni dalla morte del grande archeologo messinese Giacomo Scibona. Eppure il suo magistero è ancora vivo nonostante il passare del tempo tra gli studiosi e i colleghi, mentre Messina, la città in cui spese l’intera sua vita per ripercorrerne il passato, forse l’ha un po’ dimenticato.

A lui si deve ogni rilevante scoperta in tutto il territorio di Messina nel corso dell’ultimo cinquantennio. Quest’uomo che ha fatto tanto per ricostruirne la Storia. Solo sulla base dei suoi scavi numerosi e diffusi sul territorio, eseguiti con grande sacrificio e lotte personali, specialmente negli anni ’60 del secolo scorso, nel periodo della speculazione edilizia più distruttiva di Messina, si è potuta disegnare la Carta archeologica della città, indispensabile strumento di consultazione ogni volta che si “tocca” un’area con probabili tracce nel sottosuolo.

Da anni la moglie, la professoressa Concetta Giuffrè, che nel 2019 ha completato il volume sull’attività del marito edito grazie alla Società messinese di Storia patria, ricco di studi e di ricordi, da anni si batte per l’intitolazione di una strada, un luogo, una piazza, a Messina, a Giacomo Scibona. Ed ha già avuto alcune interlocuzioni con l’assessore alla Culturali del Comune Enzo Caruso.

«Sto raccogliendo, con fatica, e trovando inspiegabili resistenze - spiega la prof. Giuffrè -, 25 firme che accompagnino la mia richiesta, per l’intitolazione a Giacomo Scibona dell’Antiquarium di Palazzo Zanca, dove sono esposti dei materiali tutti risultati da uno scavo che solo lui ha condotto per 20 anni». L’assessore Enzo Caruso ha già approvato la proposta d’intitolazione, adesso basta poco per chiudere il cerchio.