17 Gennaio 2026 Giudiziaria

Galvagno sceglie il rito immediato, fissato il processo. «Sono estraneo alle accuse, voglio fare subito chiarezza»

Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, indagato dalla Procura per corruzione, peculato e falso ideologico, ha chiesto di essere processato con il giudizio immediato, rito che consente di saltare l’udienza preliminare prevista per il 21 gennaio. Il processo è stato fissato per il 4 maggio davanti alla terza sezione del Tribunale: per l’esponente di Fratelli d’Italia i pm avevano chiesto il rinvio a giudizio il 2 dicembre scorso. La decisione è stata concordata con i suoi avvocati, Ninni Reina, Vittorio Manes e Antonia Lo Presti. In aula, lo stesso giorno, ci sarà anche il suo autista, Roberto Marino, che come il politico ha scelto il giudizio immediato.

Per il momento l’ex portavoce Sabrina De Capitani e l’imprenditrice Marcella Cannariato restano davanti al Gup.

L’inchiesta ruota attorno a un presunto utilizzo distorto di risorse pubbliche, incarichi, fondi e mezzi del Parlamento siciliano per finalità ritenute non istituzionali. Nel mirino dell’accusa sono finiti una serie di contributi erogati dalla presidenza dell’Ars e dalla fondazione Federico II a favore di iniziative riconducibili alla fondazione Dragotto e alla fondazione Bellisario. Eventi che sarebbero stati organizzati con risorse pubbliche. A fronte dei finanziamenti, sostengono gli inquirenti, sarebbero arrivati incarichi e consulenze a persone vicine a Galvagno. Per Galvagno e per il suo autista c’è anche il filone legato all’utilizzo dell’auto di servizio. In una nota Galvagno ha spiegato di avere rinunciato all’udienza preliminare per «fare chiarezza il prima possibile», ribadendo la propria estraneità ai fatti contestati».