Ponte di Messina, Salvini rilancia alla Camera come niente fosse: “Opera vitale contro le tempeste e per la difesa”
Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito parlamentare come risorsa non solo logistica, ma di sicurezza nazionale e resilienza climatica. Durante l’ultimo Question Time alla Camera dei Deputati, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ribadito con forza la centralità di un’opera che il Parlamento italiano ha già classificato come strategica dal lontano 1971. Rispondendo a un’interrogazione parlamentare, il titolare del Mit ha sottolineato come l’attuale esecutivo abbia semplicemente riaffermato l’utilità di un collegamento stabile, la cui assenza si fa sentire drammaticamente proprio nelle ore di maltempo.
“Pensiamo se lo avessimo avuto in queste ore di mare in tempesta con i traghetti fermi”, ha osservato il Ministro, evidenziando come l’opera sia concepita come un’infrastruttura aperta a tutti, capace di servire interessi trasversali: dalla Protezione Civile alla viabilità quotidiana, passando per il settore dell’autotrasporto e dell’agricoltura.
RESILIENZA LOGISTICA E FUNZIONI DI DIFESA NAZIONALE
Un aspetto meno dibattuto ma cruciale, rimarcato da Salvini durante il suo intervento, riguarda l’impiego della struttura per scopi legati alla sicurezza e alla difesa. Citando valutazioni espresse direttamente dal Ministero della Difesa, il Ministro ha spiegato che il Ponte potrà implementare in modo significativo la capacità di risposta e l’efficienza dei processi di messa in sicurezza del Paese, migliorando la resilienza logistica complessiva. Nonostante l’auspicio che tali sistemi non debbano mai essere attivati, la funzione strategica rimane un pilastro del progetto. Accanto a questo, si staglia il tema dell’Alta Velocità ferroviaria: l’Europa considera infatti il collegamento tra Sicilia e Calabria come l’anello mancante del grande corridoio destinato a unire la Scandinavia al Mediterraneo, una sfida infrastrutturale che l’Unione Europea chiede di portare a compimento entro la scadenza del 2030.
LA RELAZIONE IROPI E IL CONFRONTO CON LA CORTE DEI CONTI
Sul fronte amministrativo e dei requisiti giuridici, il governo sta lavorando intensamente alla documentazione tecnica necessaria per superare i rilievi istituzionali. Il riferimento è alla relazione IROPI, ovvero le ragioni imperative di rilevante interesse pubblico, già recepita dal Consiglio dei Ministri lo scorso 24 aprile. Salvini ha confermato che proprio in queste settimane i tecnici sono impegnati a chiarire ulteriormente le conclusioni dell’istruttoria, fornendo dati e valutazioni nelle forme richieste dalla Corte dei Conti. L’obiettivo dichiarato resta l’apertura dei cantieri di un’opera attesa, simbolicamente e materialmente, da 160 anni, per la quale è stato già confermato l’integrale finanziamento all’interno dell’ultima legge di bilancio.
COLLABORAZIONE CON L’EUROPA E INVESTIMENTI SUL TERRITORIO
Il percorso verso la realizzazione passa anche per un dialogo costante con Bruxelles. Sono infatti in corso interlocuzioni con la Commissione Europea che riguardano sia i profili ambientali del progetto sia gli aspetti legati all’evidenza pubblica. Il Ministro ha voluto ringraziare le migliaia di ingegneri, tecnici, docenti universitari e operai coinvolti in quello che ha definito un lavoro serio e approfondito condotto negli ultimi tre anni. In chiusura, Salvini ha ricordato che il Ponte agirà come un acceleratore per l’intero Sud Italia. In attesa del collegamento stabile, sono infatti già attivi tra Sicilia e Calabria cantieri per un valore di 50 miliardi di euro destinati a strade, autostrade e ferrovie. Infrastrutture che, secondo il Ministro, senza il completamento del Ponte rischierebbero di non raggiungere mai una piena e funzionale utilizzazione.