5 Marzo 2026 Politica e Sindacato

Terrazza sul mare e I-Hub, continua lo scontro tra Scurria e Basile

In attesa che siano i programmi elettorali a prendere spazio, la corsa verso le elezioni amministrative va avanti con ormai quotidiani botta e risposta, attacchi, repliche e controrepliche. Attori principali il sindaco uscente Federico Basile, il suo leader Cateno De Luca e il candidato del centrodestra Marcello Scurria. In poche ore tanti gli argomenti divenuti infuocati.

Si parte con la terrazza sul mare che sorgerà al posto degli ex Magazzini Generali. Ieri la presentazione del progetto da parte di Basile, oggi le polemiche. Per Scurria è l’esempio di una visione lontana dalla realtà. “Dopo nove anni di amministrazione Deluca/Basile siamo ancora alla fase dei rendering, imprecisi e farlocchi, che disegnano una città lontana dalla realtà, e come un deja vu la Terrazza Sospesa ci riporta la memoria al mitologico Tram volante. Mentre nelle ricostruzioni al computer dell’amministrazione scompaiono interi palazzi per rendere più suggestivo il progetto – sottolinea il candidato sindaco di centrodestra – di reale ci sono i fondi perduti per l’I-Hub. Ben 71 milioni di euro su cui è stato fatto calare un silenzio tombale. Ma è comunque evidente il fallimento amministrativo. Sulla terrazza sospesa che dire? Non ci servono ecomostri su cui passeggiare ma opere utili che rilancino il water front da nord a sud della città e rendano produttivo e attrattivo il nostro mare. Messina città del mare, tutto l’anno. Questa l’identità che manca al nostro territorio. Ne abbiamo le condizioni naturali alle quali dobbiamo affiancare progettualità e visione per uno sviluppo economico turistico e commerciale. Ai messinesi non bastano le realtà virtuali frutto dell’intelligenza artificiale diffuse come saldi di fine mandato – conclude Scurria – a questa città serve un’amministrazione vera”.

Puntuale la replica di Basile che punta a chiarire la vicenda I-Hub e i fondi stanziati. “Come faccia un candidato a sindaco della città di Messina a non conoscere la programmazione del Comune in materia di fondi extrabilancio e pianificazione territoriale resta davvero un mistero. Marcello Scurria continua a ripetere, come un disco rotto, che sarebbero stati persi 71 milioni di euro per l’I Hub senza sapere realmente di cosa sta parlando. Noi lo abbiamo già detto più volte: lo aspettiamo per un confronto pubblico, che inevitabilmente ci sarà. Nel frattempo, però, gli consigliamo di studiare almeno il linguaggio dei fondi extrabilancio, così da capire di cosa si parla senza limitarsi a leggere i pizzini che altri gli passano”. “L’I Hub – idea del sindaco Cateno De Luca e mai abbandonata dalla nostra amministrazione – prevede la realizzazione di un centro di coworking destinato alle start up, uno spazio pensato per accogliere idee innovative e imprenditoriali, in convenzione con l’Università di Messina. È un progetto che è tutt’oggi presente nella programmazione del Comune di Messina, ma evidentemente bisogna saper leggere le carte per comprendere le scelte politiche e amministrative. Intanto sgomberiamo il campo da una narrazione completamente sbagliata: non è vero che si sarebbero persi 71 milioni di euro per l’I Hub. In origine il progetto era finanziato attraverso tre linee di finanziamento: *PON Metro 2014-2020, POC Metro 2014-2020 e PON Plus 2014-2020. Nel 2023, anno di chiusura della spesa del PON Metro 2014-2020, una parte delle risorse inizialmente destinate all’I Hub è stata utilizzata per interventi di rigenerazione urbana, come la realizzazione di asfalti permeabili, marciapiedi e opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Allo stesso tempo, i costi di demolizione inizialmente stimati in circa 14 milioni di euro si sono ridotti a circa 3,5 milioni, generando quindi economie significative. Questo significa che nessuna risorsa è stata persa: le somme del PON Metro sono state utilizzate per interventi di rigenerazione urbana e quelle destinate alla demolizione, ridimensionate rispetto alle previsioni iniziali, sono rimaste sul POC 2014-2020. Il progetto I Hub, che inizialmente si attestava intorno ai 71 milioni di euro, si è così ridefinito su un costo complessivo di circa 50 milioni di euro. Nel frattempo, però, la città di Messina ha visto aprirsi nuove opportunità strategiche”. Basile ricorda infatti che “già nel 2024 l’amministrazione ha avviato un percorso per il recupero della Real Dogana e si sono aperti importanti margini di trattativa con RFI per l’utilizzo di diversi siti dismessi. Questo percorso si è concretizzato con la convenzione sottoscritta il 31 dicembre 2025, che ha consentito al Comune di poter programmare l’utilizzo di queste aree. Con la disponibilità di immobili dismessi di RFI, tra l’altro in discreto stato di conservazione, è stata quindi presa una decisione strategica: realizzare l’I Hub proprio in queste aree, destinando invece l’area degli ex Silos e della Casa del Portuale a spazi pubblici, verdi e di diretta fruizione per i cittadini, con investimenti complessivamente inferiori. Le valutazioni tecniche hanno dimostrato che con 50 milioni di euro è possibile realizzare sia l’I Hub – con gli stessi volumi e superfici previsti originariamente – sia la rigenerazione complessiva dell’area della ex Casa del Portuale, della Real Dogana, del viale San Martino basso e della piazza Cairoli bassa”.