Messina, il modello dei servizi sociali fa scuola: record di fondi e nuovi progetti per il welfare
Si è svolto questa mattina il consueto incontro del martedì con la stampa promosso dall’ex sindaco Federico Basile, che per l’occasione si è tenuto fuori da Palazzo Zanca, nella Galleria Vittorio Emanuele, di fronte al municipio. Una scelta motivata, come spiegato dallo stesso Basile, da un principio di correttezza istituzionale. «Dopo l’avvio ufficiale della campagna elettorale, avvenuto ieri – ha dichiarato il sindaco – abbiamo ritenuto opportuno svolgere l’incontro fuori dalla sede comunale, continuando comunque a raccontare ai cittadini il lavoro svolto in questi anni». Al centro della conferenza il percorso realizzato nel settore delle politiche sociali, uno degli ambiti che ha conosciuto la trasformazione più profonda a partire dal 2018. «Siamo partiti da una situazione complessa – ha ricordato Basile – con un sistema frammentato, in cui i servizi sociali erano gestiti attraverso affidamenti separati a diversi soggetti. Nel 2019 abbiamo avviato una vera rivoluzione: costruire un sistema unitario, con una visione strategica e una gestione coordinata dei servizi, capace di mettere davvero al centro le persone e le fragilità della nostra comunità». Il modello sviluppato negli ultimi anni ha rafforzato il sistema di welfare cittadino, producendo risultati concreti anche sul piano delle risorse intercettate. I dati evidenziano infatti un cambio di passo significativo: tra il 2010 e il 2017 le precedenti amministrazioni avevano reperito complessivamente 36.177.894,55 euro in otto anni. Con il primo mandato avviato nel 2018 le risorse sono salite a 70.100.221 euro in soli quattro anni, con un incremento del +193%. Nel secondo mandato, dal 2022 al 2026, il risultato è cresciuto ulteriormente fino a raggiungere 130.530.398,33 euro, un record storico che conferma il consolidamento di un modello organizzativo capace di trasformare la progettazione sociale in uno strumento concreto di sviluppo e sostegno alle fasce più fragili. Uno dei passaggi chiave di questo percorso è stata la nascita dell’azienda speciale Messina Social City, oggi uno dei pilastri del sistema di welfare cittadino. «L’intuizione di creare un’unica realtà capace di gestire servizi così complessi – ha aggiunto Basile – ha cambiato radicalmente il mondo dei servizi sociali a Messina. Oggi Messina Social City è una delle partecipate più solide del Comune ed è soprattutto un punto di riferimento vicino ai cittadini». Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Alessandra Calafiore, ex assessora alle politiche sociali sin dal 2018, che ha sottolineato il rafforzamento della struttura organizzativa. «I numeri testimoniano il cambio di passo: il servizio sociale professionale è stato potenziato passando da 19 assistenti sociali nel 2018 a 48 oggi, con l’obiettivo di avvicinarci agli standard previsti dai LEPS, che indicano un assistente sociale ogni 5.000 abitanti». Accanto ai servizi tradizionali sono stati avviati nuovi progetti orientati all’autonomia delle persone e all’inclusione sociale: dai programmi sulla disabilità, come Interpares realizzato con il CNR, fino ai percorsi di autonomia abitativa e lavorativa, tra cui l’iniziativa che porterà alla realizzazione di un bar gestito da ragazzi con disabilità. Rilevante anche il lavoro svolto sul fronte dell’emergenza abitativa. All’inizio dell’attuale esperienza amministrativa si registravano situazioni di forte disagio, con 130 persone e 62 minori che vivevano all’interno di scuole occupate. Oggi quegli edifici, come la scuola Foscolo e la Bordonaro, sono oggetto di riqualificazione e saranno restituiti alla comunità, mentre le famiglie coinvolte sono state accompagnate in un percorso di reinserimento e normalità sociale. «La vera rigenerazione urbana – ha evidenziato Calafiore – non riguarda soltanto gli edifici, ma soprattutto le persone. Il nostro obiettivo è costruire un welfare di comunità capace di accompagnare le famiglie e rendere le persone sempre più autonome». Determinante, in questo percorso, è stata anche la collaborazione con il mondo del volontariato e del terzo settore, rafforzata attraverso iniziative come il Festival del Volontariato “Esserci”, che ha contribuito a consolidare una rete di solidarietà diffusa sul territorio. Alla conferenza è intervenuto anche Cateno De Luca, che ha ricordato le ragioni alla base della riforma del sistema dei servizi sociali avviata negli anni passati. «Quando siamo arrivati – ha spiegato – abbiamo trovato un sistema che pagava servizi solo sulla carta attraverso il meccanismo del “vuoto per pieno”. Eliminando queste distorsioni abbiamo recuperato risorse importanti e potuto finanziare la nascita di Messina Social City, con un risparmio di circa un milione di euro l’anno. Oggi quel modello è studiato e imitato in molte altre città». Per De Luca, il lavoro svolto dimostra come i problemi sociali vadano affrontati con pragmatismo, al di là delle contrapposizioni politiche. «Il bisogno non ha colore politico. I problemi delle persone non sono di destra o di sinistra: vanno affrontati con concretezza e con una visione chiara. È quello che abbiamo fatto».