10 Marzo 2026 Giudiziaria

Indagato direttore Policlinico di Messina Iacolino. I pm: fece favori al boss di Favara

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati Salvatore Iacolino (in foto), attuale direttore generale del Policlinico di Messina ed ex europarlamentare del Pdl, con l'ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia e supportati dal Sisico di Palermo insieme alla squadra mobile di Trapani, ritengono che il manager abbia offerto un supporto concreto al capomafia agrigentino Carmelo Vetro, suo compaesano e “uomo d'onore della famiglia di Favara e già condannato per il delitto di cui all'art. 416 bis c.p." hanno scritto i magistrati.
Le indagini hanno preso avvio dall'emersione di un collaudato meccanismo corruttivo legato agli appalti pubblici gestiti dalla Regione Sicilia. In questo contesto, Carmelo Vetro, figlio di un capomafia, avrebbe nel tempo messo a frutto anche importanti relazioni derivanti dalla sua appartenenza alla massoneria. Iacolino si sarebbe reso disponibile in modo sistematico verso il boss, scrivono i pm, garantendo opportunità di business alla società a lui collegata, l'Ansa Ambiente, e favorendo contatti con personalità di rilievo nell'amministrazione regionale, sia nel comparto dei lavori pubblici sia in quello sanitario.
Tra gli episodi contestati figurano la procedura di accreditamento regionale per le prestazioni sanitarie affidata alla società Arcobaleno s.r.l., riconducibile all'imprenditore Giovanni Aveni (anch'egli indagato e in rapporti d'affari con Vetro, che lo aveva segnalato proprio a Iacolino), e la revoca dell'accreditamento alla Anfild Onlus di Messina, che faceva capo a un soggetto in competizione con gli interessi del gruppo. Il dirigente avrebbe inoltre attivato pressanti sollecitazioni verso i direttori generale e amministrativo dell'ASP di Messina, istituendo un canale privilegiato e riservato tra questi funzionari, Vetro e Aveni, per agevolare gli iter amministrativi di interesse del boss.

I pm della Dda sottolineano nel decreto di perquisizione che Salvatore Iacolino, nella qualità di Dirigente Generale del Dipartimento Pianificazione Strategica - Assessorato della Salute, Regione Sicilia – e quindi pubblico ufficiale, avrebbe posto in essere condotte contrarie ai doveri d'ufficio, violando i principi di trasparenza, imparzialità, legalità e buon andamento della pubblica amministrazione. In particolare, avrebbe effettuato continue pressioni sui vertici dell'ASP di Messina riguardo a procedimenti nel settore sanitario segnalati da Carmelo Vetro, arrestato questa mattina. Al contrario, avrebbe favorito la “creazione di canali riservati con altre figure apicali dell'amministrazione regionale al fine di far ottenere a Vetro commesse nel settore pubblico, ricevendo in cambio da Vetro varie utilità, tra cui finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori segnalati direttamente o indirettamente da Iacolino”, hanno scritto i magistrati.

Lo stesso decreto di perquisizione riporta testualmente: "ha sfruttato sistematicamente" il manager della Sanità Salvatore Iacolino "per instaurare, mantenere e rinsaldare rapporti interpersonali con figure apicali dell'amministrazione regionale, nel settore dei lavori pubblici e della sanità: in particolare, a titolo di esempio, nel contesto della procedura volta all'accreditamento regionale (per prestazioni sanitarie) in favore della società Arcobaleno s.r.l. riconducibile a Giovanni Aveni, imprenditore in affari con Vetro e da questi segnalato a Iacolino, nonché nell'ambito della procedura di revoca dell'accreditamento regionale (sempre nello stesso settore sanitario) alla Anfild onlus, Sezione di Messina, facente capo ad un soggetto entrato in contrasto con Aveni e Vetro". Inoltre: "oltre a rendersi disponibile ad interessarsi fattivamente per gli adempimenti amministrativi di pertinenza del proprio ufficio, si adoperava sia sollecitando con insistenza i Direttori Generale e amministrativo dell'ASP di Messina, sia creando un canale diretto riservato tra costoro e Vetro e Aveni".

Nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate presso le abitazioni di Salvatore Iacolino sono stati rinvenuti 90mila euro in contanti. Il leader del M5S Giuseppe Conte ha commentato l'inchiesta sui social: "Supermanager della sanità scelto dal centrodestra in Sicilia viene indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Prima era scoppiato lo scandalo degli appalti truccati in sanità ed era stato arrestato il portavoce Totò Cuffaro. Nel frattempo le liste d’attesa esplodono e passano anche 8 mesi per un referto istologico su un tumore. Giorgia Meloni dov’è? Non aveva detto di essersi impegnata in politica per Paolo Borsellino? Perché non stacca la spina a questa scandalosa amministrazione? Anziché chiedere i voti per far passare una riforma che salva i politici dalle inchieste della magistratura si occupi di rafforzare i controlli e le norme contro corruzione e mazzette che il suo Governo sta indebolendo giorno dopo giorno. Questo degrado è inaccettabile".