IL BOSS VETRO PUNTAVA AI FONDI DEL RISANAMENTO DOPO IL CICLONE HARRY. IACOLINO GLI FECE INCONTRARE COCINA. BERNARDETTE GRASSO SI AUTOSOSPENDE DALL’ANTIMAFIA
Il boss massone Carmelo Vetro, arrestato martedì, puntava sugli appalti della protezione civile siciliana e soprattutto sui fondi della ricostruzione per il ciclone Harry. Così come per gli altri affari, si era rivolto al superburocrate della Regione Salvatore Iacolino (in foto). E lui aveva chiamato il capo della protezione civile siciliana Salvatore Cocina, per organizzare un incontro. "Ti presento un amico", aveva detto anche questa volta Iacolino. E Vetro era arrivato in ufficio da Cocina senza alcun problema. A quell'incontro però non c'era stato alcun seguito. Un altro esempio, riportato oggi da Repubblica, di come i mafiosi riescano facilmente ad entrare nelle stanze più importanti dell'amministrazione regionale.
Questa mattina Iacolino dovrà presentarsi al palazzo di giustizia dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dal suo pool: è probabile che si avvalga della facoltà di non rispondere. I pm gli contestano le ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione.
Iacolino avrebbe messo in contatto Vetro anche con la vice presidente della commissione antimafia Bernardette Grasso, sindaca di Capri Leone, che ieri è stata sentita in procura come persona informata di fatti. Ha spiegato di non aver mai visto Vetro e di essersi solo scambiata degli sms con lui, dopo la telefonata di Iacolino che le parlava di un imprenditore alla ricerca di persone da assumere nella sua azienda. Ieri la deputata Grasso si è autosospesa dalla commissione antimafia.
L’interrogatorio di Bernardette Grasso.
Ai magistrati ha ammesso di avere parlato al telefono con Vetro, precisando però di non averlo mai incontrato. Ha raccontato di essersi fidata della persona che le aveva presentato quell’interlocutore, cioè Iacolino, ex eurodeputato e uomo di punta del governo Schifani nonché collega e compagno di partito con cui da tempo aveva una conoscenza politica.
Davanti ai pm avrebbe ripercorso tutta la vicenda. Un imprenditore messinese del settore della vigilanza avrebbe chiesto a Vetro quattro nominativi da assumere nella propria attività. Quest’ultimo avrebbe girato la richiesta a Iacolino che, a sua volta, avrebbe contattato la parlamentare per sapere se fosse interessata a segnalare qualcuno.
Successivamente lei stessa, che non è indagata ed è stata ascoltata come testimone, avrebbe inviato alcuni nomi e curriculum direttamente a Vetro attraverso messaggi telefonici. Ma ha spiegato di non conoscere il passato criminale dell’uomo e di avere scoperto solo dopo che si trattava di un soggetto già condannato per associazione mafiosa. La cosa, però, non avrebbe avuto seguito: Grasso ha puntualizzato che tutto era finito in un nulla di fatto perché Vetro le aveva detto che le assunzioni non si sarebbero più fatte.