13 Marzo 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Barcellona: Due agenti penitenziari aggrediti in carcere

Ancora aggressioni in carcere: feriti due agenti in un’ora. Resta alta la tensione tra il personale della Polizia penitenziaria. L’ultimo episodio, segnalato dalla segreteria generale del sindacato Sarap, di cui Letterio Italiano è vicesegretario, si è verificato martedì scorso ed è trapelato soltanto adesso: due agenti sono stati aggrediti in due distinti interventi avvenuti a circa un’ora di distanza l’uno dall’altro. I poliziotti sono stati colpiti durante le attività di servizio nei reparti detentivi, nel tentativo di contenere comportamenti aggressivi da parte di alcuni detenuti. Si tratta dell’ennesimo episodio di una lunga sequenza che, secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali del Corpo, negli ultimi tempi si starebbe verificando con una frequenza sempre più preoccupante.

La situazione è descritta come particolarmente critica. Gli episodi di violenza, segnalano i rappresentanti del Sarap, si registrerebbero ormai anche più volte nella stessa giornata, in un clima di forte tensione che rende sempre più difficile la gestione della sicurezza interna al carcere. Tra le principali cause indicate da Italiano vi sarebbe la cronica carenza di organico, soprattutto nei turni pomeridiani. In diverse circostanze, singoli agenti sarebbero costretti a garantire contemporaneamente il servizio in più padiglioni, spesso distanti tra loro, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza del personale e sull’ordine nei reparti.

Alcuni dei detenuti protagonisti degli episodi violenti risulterebbero già noti per condotte particolarmente aggressive. In precedenti occasioni, infatti, si sarebbero resi responsabili di atti di devastazione all’interno dell’VIII Reparto, che ospita la sezione dell’Articolazione per la tutela della salute mentale, destinata ai detenuti che hanno manifestato disagi psicologici e psichiatrici, oltre che di ulteriori aggressioni ai danni del personale. Perciò, Sarap chiede interventi immediati all’Amministrazione penitenziaria, sollecitando misure più incisive nei confronti dei detenuti ritenuti più pericolosi, tra cui l’applicazione del regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario.

«Il personale non può essere lasciato solo ad affrontare situazioni di questo tipo», sottolineano i rappresentanti sindacali.