18 Marzo 2026 Politica e Sindacato

Piste ciclabili e cantieri a Messina: Antonella Russo chiede una mobilità condivisa

La mobilità sostenibile non può prescindere dal dialogo con i cittadini. È questo il cuore del messaggio di Antonella Russo, candidata sindaca di Messina per la coalizione di centrosinistra, in merito all’imminente apertura dei cantieri per la nuova pista ciclabile in via Cesare Battisti.

Cantieri e partecipazione: il “metodo” Russo

La candidata solleva forti perplessità sulla gestione dei lavori, sottolineando come la cittadinanza sia stata nuovamente esclusa dal processo decisionale. Secondo Russo, l’esperienza degli ultimi anni è stata segnata da ritardi cronici rispetto ai tempi annunciati dalla precedente amministrazione, con gravi ripercussioni sulla viabilità e sulle attività commerciali.

Tra le proposte concrete, la candidata suggerisce di valutare alternative strutturali:

Recupero degli spazi: Utilizzare parte degli ampi marciapiedi di via Cesare Battisti per la pista ciclabile, evitando di restringere ulteriormente la carreggiata.
Visione condivisa: Coinvolgere attivamente le circoscrizioni, i residenti e i commercianti fin dalla fase di progettazione.
Efficienza e trasparenza: Garantire date di consegna certe e una comunicazione chiara sullo stato di avanzamento dei lavori, finora mancata.

Sicurezza e infrastrutture: il grido d’allarme

Russo sposa le preoccupazioni dell’associazione FIAB Messina Ciclabile, definendo le strade cittadine un “colabrodo” pericoloso per ciclisti e automobilisti. Viene evidenziata, inoltre, la carenza di infrastrutture sicure nella zona sud, citando tragicamente l’incidente mortale avvenuto lo scorso ottobre nei pressi del torrente San Filippo.

“Vogliamo piste ciclabili e strade sicure, ma vogliamo anche che l’impatto sulla quotidianità di chi lavora e risiede sia gestito con responsabilità e precisione millimetrica”.

Per la candidata del centrosinistra, la transizione ecologica resta una necessità imprescindibile per migliorare la qualità della vita, ma deve poggiare su un “patto di collaborazione” tra amministrazione e cittadinanza per non trasformare il progresso in un disagio sociale.