Messina, otto anni di cantieri e progetti, De Luca: “Le polemiche? Solo strumentalizzazioni”
Non solo cantieri aperti e viabilità modificata, ma un percorso avviato nel tempo che, secondo l’amministrazione, affonda le radici in una strategia costruita dal 2018. Questo il filo conduttore dell’incontro settimanale con la stampa dell’ex sindaco Federico Basile, affiancato da Cateno De Luca e dall’ex vicesindaco Salvatore Mondello, protagonista della pianificazione urbanistica degli ultimi anni.
Una città ripensata attraverso la programmazione
Basile ha rivendicato il cambio di passo avviato otto anni fa, sottolineando come si sia passati da una logica di opere “sulla carta” a una progettazione concreta e sostenuta da strumenti tecnici. Il riferimento è al Piano triennale delle opere pubbliche, definito come il punto di rottura con il passato. Dal 2018, ha spiegato, l’amministrazione ha costruito una visione fondata su piani strutturati – dal Pums al Pgtu – introducendo un metodo basato su programmazione e fattibilità. Un percorso che ha riguardato diversi ambiti: dalla tutela del territorio all’edilizia scolastica, fino al trasporto pubblico locale.
Mondello: “Una strategia complessiva dietro ogni intervento”
Nel suo intervento, Mondello ha parlato di un’esperienza amministrativa che gli ha consentito di applicare sul campo competenze maturate in anni di studio. Ha respinto le critiche sulla mancanza di visione, sostenendo invece che i risultati siano frutto di una pianificazione ampia e coerente. Tra gli esempi citati, la via Don Blasco, intervento complesso ereditato con diverse criticità tecniche e amministrative, e oggi considerato un’infrastruttura strategica. Più in generale, l’ex assessore ha evidenziato come ogni opera rientri in un disegno più ampio, articolato per ambiti territoriali e sociali.
Dalle piazze ai grandi progetti urbani
Ampio spazio è stato dedicato agli interventi di riqualificazione urbana: dal recupero di Castel Gonzaga, finanziato con risorse del Masterplan, alla sistemazione di Piazza del Popolo e al collegamento con l’area di Piazza Cairoli. Sul fronte della mobilità e delle infrastrutture, Mondello ha ricordato anche gli investimenti sulla rete stradale. A fronte di circa 900 chilometri di strade comunali e di risorse limitate, l’amministrazione ha avviato un piano pluriennale che prevede interventi sia nei villaggi sia sulle principali arterie cittadine, grazie anche a fondi regionali recentemente sbloccati.
Waterfront e rigenerazione delle aree dismesse
Tra i progetti più rilevanti, la riqualificazione dell’ex Macello e del waterfront, destinati a diventare un nuovo polo urbano con funzioni sociali e legate al mare. Un intervento inserito in una visione più ampia che punta a riconnettere la città con la costa, anche attraverso il superamento delle barriere infrastrutturali esistenti. In questo quadro rientrano anche altri interventi, come la valorizzazione dell’area ex Enel e delle Torri Morandi, con nuove connessioni viarie e spazi urbani riqualificati.
Mobilità, parcheggi e accessibilità
Non è mancato il riferimento ai parcheggi di interscambio e ai progetti per migliorare l’accessibilità urbana, tra cui il Peba e il programma “Messina accessibile”. Secondo Mondello, alcune scelte potranno mostrare i loro effetti nel tempo, ma rispondono a una visione precisa di città più ordinata e funzionale.
De Luca: “Le critiche sui cantieri sono strumentali”
Cateno De Luca ha rivendicato il lavoro svolto, collegandolo anche alla necessità di rendere Messina più attrattiva dal punto di vista turistico. L’obiettivo, ha spiegato, è trattenere in città una parte significativa dei visitatori che oggi si spostano verso altre mete. Sulle polemiche relative ai cantieri e alle strade chiuse, l’ex sindaco ha parlato di critiche utilizzate a fini politici, sottolineando come i lavori in corso siano un passaggio inevitabile per completare il processo di trasformazione urbana.
L’appello finale: “Guardare ai risultati”
In chiusura, Basile ha invitato a valutare gli interventi nel loro complesso, ricordando anche le difficoltà incontrate lungo il percorso, tra imprevisti tecnici e necessità di adeguamenti in corso d’opera. Il messaggio condiviso dai protagonisti dell’incontro è chiaro: i disagi legati ai cantieri rappresentano una fase transitoria di un progetto più ampio, che punta a ridefinire il volto della città nel lungo periodo.