Amministrative Messina, Basile rilancia: “Mobilità integrata, cultura e fondi UE per far crescere lo Stretto”
Rafforzare l’integrazione tra Messina e Reggio Calabria non è più un’ipotesi teorica, ma una priorità concreta. È questo il messaggio lanciato dall’ex sindaco Federico Basile durante la presentazione del programma elettorale 2026-2031, illustrato nella Galleria Vittorio Emanuele al termine di un percorso condiviso con il comitato tecnico-scientifico e le parti sociali. Al centro della visione amministrativa c’è la costruzione di una vera “area dello Stretto”, fondata su mobilità, innovazione, cultura e sostenibilità. Un progetto che prende le mosse dal Piano Strategico Urbano Metropolitano (PSUM), già approvato dal Consiglio comunale nell’ottobre 2025. “La mobilità rappresenta il cuore dell’integrazione – ha spiegato Basile – perché attraversare lo Stretto deve diventare, a tutti gli effetti, uno spostamento urbano”. Tra le proposte principali figurano l’introduzione di un biglietto unico tra Messina e Reggio Calabria, l’incremento dei collegamenti veloci con frequenze metropolitane e la valorizzazione dell’aeroporto “Tito Minniti” come scalo di riferimento dell’area, grazie a connessioni marittime rapide. Accanto alle infrastrutture, spazio anche alla formazione e alla ricerca. L’obiettivo è dar vita a un Politecnico dello Stretto, frutto della collaborazione tra l’Università di Messina e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, con focus su ingegneria marina, logistica, sicurezza sismica e tutela del territorio. La dimensione culturale rappresenta un altro pilastro del programma: dal consolidamento della Biennale dello Stretto alla creazione di un festival permanente della cultura mediterranea, fino a una “Notte Bianca dello Stretto” capace di rafforzare l’attrattività turistica e culturale dell’area. Sul piano economico, la strategia punta alla creazione di una piattaforma logistica condivisa tra le due sponde per il trattamento dei materiali riciclabili, con l’obiettivo di ridurre i costi per i cittadini e favorire l’autosufficienza del territorio. Per sostenere questi interventi, Basile guarda anche agli strumenti istituzionali e finanziari: dal GECT, utile per accedere direttamente ai fondi europei, agli Accordi di Programma Quadro per garantire l’impiego coordinato delle risorse nazionali ed europee. “Il futuro dello Stretto non si attende, si costruisce – ha concluso Basile –. Vogliamo superare i confini amministrativi e trasformare il Mediterraneo in un’opportunità concreta di sviluppo, capace di generare lavoro e prospettive per le nuove generazioni”.