Morto il generale Maurizio Stefanizzi, aveva 66 anni. Guidò il comando provinciale dei carabinieri di Messina
Maurizio Stefanizzi era un nome molto conosciuto dentro l’Arma dei Carabinieri, ma non solo. Per anni ha rappresentato una figura di riferimento in territori delicati e vastissimi. Questo fino a guidare il Comando interregionale “Vittorio Veneto”, con competenza su Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna. Era entrato in quiescenza da poco, dopo una carriera lunghissima, vissuta praticamente tutta in uniforme.
Chi era Maurizio Stefanizzi
Stefanizzi era nato a Bisignano, in provincia di Cosenza, il 29 aprile 1960. È un dettaglio importante anche per evitare errori: oggi, 22 aprile 2026, il generale aveva 65 anni, non 66, perché avrebbe compiuto gli anni soltanto pochi giorni dopo.
La sua storia personale era intrecciata da sempre con quella dell’Arma. In una cerimonia pubblica del 2025 aveva raccontato che il padre era carabiniere e che lo era stato anche il nonno. In quella stessa occasione spiegò di essersi arruolato il 26 settembre 1976 e si definì, con una battuta che dice molto del suo carattere, “il carabiniere più vecchio d’Italia” per anzianità di servizio, non certo per età anagrafica.
Una carriera lunghissima, tra comandi operativi e formazione
La carriera di Stefanizzi è stata ampia, stratificata, costruita in tanti incarichi diversi. Nel suo percorso compaiono la Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze, il V Reparto relazioni esterne e comunicazione, l’Ufficio addestramento e regolamenti del Comando generale, la guida della Legione Campania, dei Comandi provinciali di Milano e Messina, del Gruppo di Monreale, del Radiomobile di Palermo, della Compagnia Milano Porta Monforte e del Nucleo operativo Roma Celio. Non è il classico curriculum da liquidare in due righe. È il percorso di un ufficiale che ha attraversato territori, reparti, responsabilità operative e funzioni di vertice.
Nel 2021 era stato nominato comandante della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, uno degli incarichi più delicati dell’Arma, perché legato alla formazione delle future figure di comando sul territorio. Poi, nel 2023, aveva assunto la guida del Comando interregionale “Vittorio Veneto” con sede a Padova. Da lì ha coordinato quattro regioni del Nord Italia, un ruolo che gli ha dato una visibilità istituzionale ancora più forte negli ultimi anni della sua vita professionale.
Nel 2025, ormai vicino al congedo, era stato salutato pubblicamente in più occasioni. A Trieste aveva ricevuto, per conto dell’Arma, la cittadinanza onoraria conferita alla Benemerita. A Padova, invece, il sindaco gli aveva consegnato il Sigillo della Città in un momento molto sentito, quasi un abbraccio pubblico prima della pensione. Sono scene che oggi tornano inevitabilmente alla mente di chi lo aveva incontrato proprio in quei mesi.