TUTTI I NOMI E LE ACCUSE AI SINGOLI INDAGATI. VIDEO – LA ‘REGIA’ DEL SODALIZIO NEL QUARTIERE DI GIOSTRA: VENDEVANO MERCE CONTRAFFATTA ONLINE. SETTE MISURE CAUTELARE NEI CONFRONTI DI UN’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE
"Mamma, duemila euro a sera facevamo... la. verità".
di Enrico Di Giacomo - Oggi, su delega delle Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito un’ordinanza, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari Alessia Smedile, con la quale sono state disposte misure cautelari personali nei confronti di 7 persone (4 in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed un obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria), indiziate di associazione per delinquere volta alla introduzione nello Stato, detenzione per la vendita e commercializzazione di prodotti industriali con marchi o segni distintivi contraffatti o alterati, nonché per il delitto di ricettazione.
I NOMI.
La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta per Angelo Arrigo, 37 anni, Paolo Arrigo, 36 anni, Ramona Assenzio, 47 anni ed Antonino Arrigo, 52 anni.
Disposti invece gli arresti domiciliari per Alessia Stracuzzi, 33 anni, e Giuseppa Paratore, 34 anni, con divieto di allontanamento dall’abitazione, divieto di comunicazione con persone esterne al nucleo convivente e interdizione all’uso di dispositivi elettronici o telematici senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
Il gip ha infine applicato la misura d'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giuseppa Arrigo, 28 anni.
LE POSIZIONI DEI SINGOLI.
Angelo Arrigo, sei figli minori, secondo l'accusa, costituiva, promuoveva, dirigeva e finanziava l'associazione occupandosi dell'acquisto sia della merce proveniente da Paesi extraeuropei, contrattando direttamente con i fornitori turchi (con transito dalla Bulgaria), che di quella acquistata da fornitori italiani. Provvedeva alla commercializzazione dei prodotti contraffatti, partecipando e coadiuvando nella conduzione delle dirette online, reperiva i clienti tramite l'utilizzo del web, gestiva gli aspetti finanziari dell'illicità attività, stabiliva le strategie operative e impartiva le direttive agli altri sodali.
Paolo Arrigo, come il fratello Angelo, svolgeva un ruolo apicale all'interno del sodalizio criminale. Coadiuvava il fratello nella gestione e organizzazione del sodalizio. A seguito dell'arresto del fratello Angelo, dirigeva ed organizzava in prima persona le attività illecite del sodalizio, ricevendo direttamente, presso la sua abitazione, i vari fornitori e le spedizioni provenienti dall'estero.
Antonino Arrigo, secondo la procura, svolgeva un ruolo apicale all'interno del sodalizio. Dopo la creazione del gruppo Robin Hood, coordinava il suo gruppo familiare che si occupava, quasi esclusivamente della commercializzazione dei profumi e dei cosmetici. Teneva anche i rapporti con i fornitori concordando prezzi e quantità di prodotti da acquistare e procacciava i clienti sui social e sui portali di vendita.
Giuseppa Paratore e Alessia Stracuzzi, mogli rispettivamente di Angelo Arrigo e Paolo Arrigo, coadiuvavano i propri mariti nella gestione ed organizzazione del sodalizio criminoso. Le due donne preparavano e conducevano le dirette finalizzate alle vendite dei prodotti contraffatti, gestivano i profili social, effettuavano le consegne e le spedizioni ai clienti, decidevano, dopo aver consultato i capi, a quali clienti praticare degli sconti o consentire l'acquisto dei prodotti a credito. Si occupavano di acquistare i prodotti a Catania. Giuseppa Paratore, dopo l'arresto del marito Angelo Arrigo, si occupava della contabilità e deteneva la cassa comune del gruppo, gestendola con il cognato ed occultandone i proventi. Alessia Stracuzzi si occupava dell'approvvigionamento e gestione della merce, ricevendola presso la sua abitazione o recandosi personalmente nella città di Catania, provvedendo a trasportarla da un'abitazione all'altra; soprattutto, in occasione delle dirette che conduceva in prima persona, provvedeva alla spedizione dei prodotti ai clienti fuori sede.
Maria Carbonaro, partecipa al sodalizio criminoso mettendo a disposizione il proprio domicilio per le spedizioni internazionali, accompagnando con il proprio mezzo Giuseppa Paratore e Alessia Stracuzzi in occasione degli acquisti e delle spedizioni dei beni contraffatti, spostando, all'occorrenza, la merce da un'abitazione all'altra, così fornendo un contributo rilevante all'attuazione del programma criminoso.
Ramona Assenzio (zia della Paratore), con il ruolo di partecipe, attraverso il profilo in comune con il marito Antonino Arrigo, si occupava di organizzare e dirigere le dirette social per la vendita degli articoli contraffatti, forniva agli acquirenti le credenziali delle carte postepay, alla stessa intestate, su cui effettuare le ricariche, riceveva insieme al martiro la merce dai corrieri presso la loro abitazione, provvedeva alla spedizione dei prodotti venduti.
Giuseppa Arrigo, con il ruolo di partecipe, coadiuvava Antonino Arrigo e Ramona Assenzio. Gestiva le pagine social, annunciava e conduceva le dirette finalizzate alla vendita, promuoveva la qualità degli articoli, si occupava delle consegne dei prodotti venduti ai clienti della zona sud.
"Tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel procedimento, sono reciprocamente consapevoli della natura illecita delle attività poste in essere dagli organizzatori del sodalizio e hanno manifestato una chiara ed in equivoca volontà di recare un fattivo apporto al consolidamento della struttura associativa che, dotata di un'organizzazione stabile, ha potuto agire indisturbata per lungo tempo, mettendo a segno una impressionante quantità di reati".
L'INDAGINE: INTERCETTAZIONI TELEFONICHE E TELEMATICHE, VIDEORIPRESE.
Il provvedimento scaturisce da un’articolata indagine in materia di e-commerce abusivo ed illegale, coordinata da questa Procura e delegata ai finanzieri del Gruppo di Messina, anche mediante l’ausilio di intercettazioni telefoniche e telematiche, videoriprese, accertamenti bancari, servizi di osservazione e pedinamento, sequestri di beni, che ha portato a disvelare un’associazione criminale dedita alla commercializzazione di capi di abbigliamento, accessori e profumi, con marchi contraffatti di noti brand nazionali ed esteri, composta da pregiudicati, alcuni dei quali ristretti agli arresti domiciliari per altri reati, che - nonostante la detenzione - avevano avviato tale illecita attività, essendo privi di una occupazione remunerativa.
Le investigazioni hanno ricostruito l’operatività, dal 2022 ad oggi, del sodalizio, radicato nel popolare quartiere “Giostra” di Messina, il quale - mediante una pagina Facebook ("Robin Hood") collegata ad un gruppo chiuso, con oltre 2.200 iscritti - pubblicizzava la vendita di prodotti di varia natura, a prezzi di vendita notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato.
L’osservazione della pagina ha permesso di cristallizzare il modus operandi dell’associazione criminale: attraverso dirette social, condotte dagli indagati, venivano commercializzati centinaia di prodotti, poi ritirati presso le loro abitazioni, anche in costanza di televendita, ovvero consegnati a domicilio, per quelli più vicini, o spediti per i clienti fuori sede.
Gli approfondimenti economico-patrimoniali hanno arricchito il quadro indiziario a sostegno delle ipotesi investigative, evidenziando, sui conti intestati agli indagati, movimentazioni di denaro sproporzionate rispetto ai redditi leciti, praticamente nulli ed ostentate manifestazioni di ricchezza sui social dagli indagati e dai loro familiari.
A seguito degli interrogatori preventivi dell’8 aprile u.s., il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso il provvedimento nei confronti di 7 indagati, riconoscendo - per gli altri 5 per cui era stata richiesta la misura cautelare - un apporto gregariale e limitato all’associazione per delinquere.