8 Maggio 2026 Senza categoria

Massoneria a pezzi, sul voto del GoI è già partita la guerra di carte bollate

Dí Giuseppe Pipitone - Un’altra elezione che rischia di finire a carte bollate. Non c’è pace per il Grande Oriente d’Italia, la principale obbedienza massonica del Paese, che si prepara a eleggere il nuovo Gran maestro il prossimo 31 maggio. A prevederlo è il decreto firmato da Antonio Seminario, numero uno del GoI, che ammette al voto un’unica lista: quella guidata da lui stesso. Una scelta per certi versi obbligata visto che non ci sono altri candidati. “Perché io non sono in corsa? Perché non considero queste elezioni regolari, avendo vinto le ultime”, dice Leo Taroni, che da due anni porta avanti una battaglia a colpi di ricorsi contro i vertici del Grande Oriente e ha già chiesto al Tribunale di Roma di annullare pure le ultime disposizioni.
Nel 2024 la corsa ai vertici del GoI tra Taroni e Seminario aveva spaccato in due la massoneria. In un primo momento, Taroni sembrava aver vinto con 6.493 voti, appena 34 in più dell’altro candidato, delfino di Stefano Bisi, per dieci anni Gran maestro. Peccato che la commissione elettorale interna abbia poi deciso di annullare 248 voti. Il motivo? Dalle schede elettorali non era stato staccato il tagliando anti-frode.
“La mia sfortuna è che sulla maggior parte di quelle schede annullate c’era il mio nome”, si lamenta Taroni. Dopo l’annullamento, infatti, la matematica ha premiato Seminario. Da quel momento, però, tra cappucci e grembiulini si è aperta una violenta guerra intestina. Nell’ottobre 2024 il giudice di Roma Maurizio Manzi aveva condiviso l’istanza presentata da Taroni, congelando l’elezione di Seminario. Nel gennaio scorso, però, una nuova decisione del tribunale civile ha ribaltato la situazione: per la giudice Flora Mazzaro, non aver staccato il tagliando anti-frode viola il requisito della segretezza del voto, dunque le schede andavano annullate. “Così la giudice ha sancito che in Italia non esiste più il favor voti”, protesta Taroni, riferendosi al principio che mira a preservare la validità del voto espresso, anche rispetto a eventuali vizi formali. Per questo motivo l’aspirante Gran maestro ha polemicamente indirizzato una lettera aperta al cane Thor. La vicenda del jack russell era finita sui giornali perché alcuni elettori di Porto Viro ne avevano scritto il nome sulle schede elettorali: per Tar e Consiglio di Stato quei voti erano da assegnare al proprietario del cane, Mario Mantovan, eletto così sindaco del comune in provincia di Rovigo. “Evidentemente per la giustizia io valgo meno di un cane”, si lamenta ancora Taroni. Che dopo la lettera a Thor, ha chiesto ai giudici di annullare le nuove elezioni del GoI. Il ricorso dell’avvocato Lorenzo Borrè si basa anche su un’ordinanza del Tribunale di Roma, che il 29 gennaio aveva già cancellato la decisione della Gran Loggia (un organo interno al GoI) di annullare il voto del 2024: tra le sue competenze, infatti, non c’è “alcun potere in materia elettorale”. I vertici del Grande Oriente, però, fanno sapere che in questo caso non hanno annullato l’esito delle ultime consultazioni, sul quale pendono vari ricorsi, limitandosi a chiedere nuove elezioni. In attesa di capire a chi darà ragione questa volta il tribunale, si può dire che la spaccatura dentro alla massoneria non è mai stata così profonda.