Angelini Pharma entra nel mercato Usa. Il Ceo è il messinese Sergio Marullo di Condojanni
Angelini sbarca negli Usa con un’offerta da 4,1 miliardi di dollari su Catalyst Pharmaceuticals, specializzato nelle malattie rare neurologiche e neuromuscolari: un «momento di svolta» per fare del gruppo farmaceutico fondato nel 1919 ad Ancona un player globale, e che avrebbe secondo indiscrezioni il sostegno di Cdp Equity pronta a entrare nel capitale.
Lo shopping negli Usa, accompagnandosi a potenziali investimenti, potrebbe fungere anche da potenziale polizza assicurativa contro i dazi di Trump, che a più riprese ha minacciato i big europei della farmaceutica e che chiede di investire negli Usa.
La conferma dell’offerta totalitaria di Angelini, a 31,50 dollari per azione con un premio del 21% sul closing di mercoledì, arriva in una nota della società dopo le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane. Angelini Pharma sarà appoggiata da Blackstone e altri partner internazionali, e sarà finanziata con il supporto di Bnp Paribas che è underwriter e global coordinator. «A seguito del completamento dell’acquisizione, Angelini Pharma intende integrare il portafoglio e l’infrastruttura commerciale di Catalyst Pharmaceuticals con le proprie competenze e i propri prodotti in Brain Health per sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle Malattie Rare» sottolinea la nota. Con Catalyst Angelini, già specializzata in farmaci neurologici, antidolorifici e antinfiammatori, guadagna l’accesso a prodotti ad alto prezzo negli Usa per malattie rare come la distrofia muscolare di Duchenne, la sindrome neuromuscolare di Lambert-Eaton o trattamenti per l’epilessia.
La presenza industriale in Italia rimane comunque «un asset strategico per Angelini Pharma, un riferimento produttivo e scientifico di valore nel quadro delle sue operazioni globali», assicura la società. «Cinque anni fa abbiamo avviato una trasformazione profonda di Angelini Pharma: organizzativa, scientifica e strategica, con l’obiettivo di costruire un’azienda capace di competere a livello globale», spiega il ceo, il messinese Sergio Marullo di Condojanni. «Da un lato, continuando a investire sul nostro portafoglio tradizionale, dall’altro, puntando sulla cura delle patologie del sistema nervoso centrale, con l’obiettivo di rispondere a un bisogno che è purtroppo in grande crescita. Oggi compiamo un nuovo passo significativo con l’acquisizione di Catalyst Pharmaceuticals che renderà Angelini Pharma un player rilevante in ambito globale nelle malattie rare neurologiche. L’ingresso nel mercato statunitense ci consentirà di acquisire la scala e le competenze necessarie per proseguire in questo percorso. La cura dei pazienti resta sempre al centro della nostra visione, e continuiamo a guardare avanti con determinazione forti di una strategia chiara e della volontà di continuare a crescere su scala globale. Siamo orgogliosi di una operazione che dimostra, ancora una volta, il dinamismo dell’industria farmaceutica italiana».
Rich Daly, presidente e Ceo di Catalyst Pharmaceuticals, ha a sua volta commentato: «Questo è un momento cruciale e di grande trasformazione per Catalyst, per il nostro team e per i pazienti che serviamo. Combinando le nostre competenze uniche nelle malattie rare con la comprovata presenza globale di Angelini Pharma, creeremo una piattaforma per le malattie rare più solida, scalabile e strutturata, per ampliare l'accesso a terapie in grado di cambiare la vita dei pazienti in tutto il mondo».