14 Maggio 2026 Giudiziaria

I NOMI – Messina, discariche abusive in città e traffico illecito di rifiuti: arrestati due fratelli, interdittiva per un imprenditore edile

La Direzione Investigativa Antimafia, coordinata dalla Dda peloritana, ha eseguito un'ordinanza cautelare emessa dal GIP di Messina nei confronti di 3 persone: i fratelli Nicola e Domenico Pellegrino sono finiti agli arresti domiciliari mentre un imprenditore edile è stato raggiunto dalla misura interdittiva della sospensione dall'esercizio dell'attività imprenditoriale per un anno, per il reato di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità mafiosi.

​Nel contempo, sono state avviate le operazioni, condotte dalla DIA con il supporto dalla Stazione Navale GdF di Messina, volte a dare esecuzione al sequestro preventivo di 3 aree utilizzate per lo sversamento illecito di materiali di risulta derivanti da attività edilizie, realizzato nel tempo dai fratelli, a cui sono stati contestati anche i reati ambientali di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e di gestione di rifiuti non autorizzata: per tali reati è in corso di esecuzione la notifica, complessivamente, di 21 avvisi di garanzia emessi dalla DDA peloritana.

I provvedimenti cautelari, emessi su richiesta della DDA di Messina, riflettono un grave compendio indiziario, raccolto nel corso di una complessa attività investigativa della DIA di Messina, che ha disvelato la natura fittizia dell'intestazione, all' imprenditore edile (raggiunto dalla misura interdittiva) sia di due autocarri, in realtà acquistati dai medesimi fratelli -oggi tratti in arresto- da loro impiegati per movimento terra, trasporto e smaltimento rifiuti; sia dell'impresa, utilizzata come schermo per celare lo svolgimento di una "propria" attività d'impresa condotta nel predetto ambito operativo.

I fratelli coinvolti in 4 appalti pubblici

In particolare, è stato documentato il coinvolgimento dei predetti fratelli in 4 appalti pubblici, riguardanti i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza di tre edifici pubblici, di cui due scuole e uno attinente ai lavori per la riduzione del rischio alluvioni su alcuni torrenti di Messina.

Ed è proprio sulla base delle risultanze investigative riguardanti taluni dei predetti appalti pubblici che il GIP ha ritenuto suffragata l'aggravante mafiosa.

Il traffico illecito di rifiuti tra i reati contestati​

Dall'attività di indagine è emerso, peraltro, che i fratelli, dietro il medesimo paravento imprenditoriale, hanno anche eseguito svariati servizi di gestione dei materiali di risulta provenienti da edilizia privata.

Parallelamente, sono emersi gravi reati ambientali posti in essere dagli stessi, nei confronti dei quali e di altri 19 indagati sono stati contestati, a vario titolo, il delitto di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, nonché il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

Grazie anche a servizi di osservazione condotti con l'impiego di droni in dotazione alla Direzione Investigativa Antimafia e con il supporto dei mezzi navali della Stazione navale della Guardia di Finanza di Messina, è stato documentato come i citati fratelli hanno illecitamente gestito una rilevante quantità di rifiuti speciali, costituiti da materiali di demolizione edili, provvedendo a tutte le fasi della filiera: dal ritiro fino al trasporto e allo smaltimento.

Discariche abusive in città: sversamenti alla foce di un torrente

​Con riferimento a quest'ultima attività, è emerso come i fratelli abbiano individuato alcune aree del territorio cittadino, ove sversare ingenti masse di rifiuti speciali, quantificati complessivamente in oltre 200 mc, realizzando discariche abusive.

Il luogo maggiormente utilizzato dai predetti germani, per smaltire illecitamente i rifiuti edili derivanti dai lavori di demolizione eseguiti nei vari cantieri della città, è risultata la foce di un torrente cittadino, creando serio e concreto rischio sul piano idrogeologico, essendo stati effettuati numerosi sversamenti anche poco prima o poco dopo gravi esondazioni, quali quelle dei primi mesi del 2025, allorquando gli la DIA ha filmato uno dei due germani nell'atto di sversare, sull'argine del torrente a pochi metri dallo sbocco in mare, i rifiuti trasportati su mezzo pesante.

Altro luogo utilizzato dai predetti per l'illecito smaltimento è stato individuato in un terreno, contiguo al suddetto torrente, di proprietà di società, le cui quote di maggioranza sono state confiscate a uno dei medesimi fratelli. Le indagini hanno ricostruito oltre 50 trasporti e sversamenti di rifiuti nelle zone limitrofe al corso d'acqua.

​Sversati anche rifiuti provenienti da lavori cimiteriali

In questo caso il sito prescelto è risultato un terreno privato divenuto, a tutti gli effetti, una discarica abusiva, presso la quale sono stati trasportati e sversati rifiuti provenienti, tra gli altri, dal cimitero monumentale di Messina e da quello di Granatari. Anche le 3 aree utilizzate per lo sversamento illecito sono state sottoposte a sequestro.