FOTO – IL ‘CASO SPADAFORA’, STAMANE GLI INTERROGATORI DEL SINDACO LILLO PISTONE E DEI FRATELLI BONAFFINI
fotografie di Enrico Di Giacomo -
di Enrico Di Giacomo - E' il giorno degli interrogatori per il 'caso Spadafora', con i domiciliari al sindaco Lillo Pistone e ai fratelli Angelo e Benedetto Bonaffini. Stamane compariranno dinanzi al gip del Tribunale di Messina Salvatore Pugliese (gli indagati hanno raggiunto il Tribunale poco prima delle 10, vedi foto). Indagati a piede libero Giuseppa Squadrito e Salvatore Fagnani. Quattro i capi d’imputazione, tutti contestati al sindaco sospeso, due in concorso con i Bonaffini, uno con Squadrito, uno con Fagnani. Le ipotesi di reato, a vario titolo, «scambio elettorale politico-mafioso», «corruzione elettorale aggravata», «corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio» e «falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici».
L’indagine è stata avviata a seguito di una denuncia presentata ad aprile 2024 in merito alle elezioni comunali di Spadafora dell’8 e 9 giugno 2024, in cui Pistone fu eletto sindaco.
L'indagine dei carabinieri
Secondo l'accusa, il sindaco avrebbe ottenuto sostegno elettorale dai due fratelli che avrebbero procurato voti facendo leva sulla loro influenza e sulla percezione della loro vicinanza alla criminalità organizzata. L'indagine avrebbe consentito di ipotizzare che, dopo l'elezione, il primo cittadino abbia adottato "una serie di atti amministrativi in favore dei due indagati, tra cui assegnazioni di parcheggi pubblici su aree pertinenziali di immobili privati, sgravi e agevolazioni fiscali relativi all'Imu, procedure agevolate per acquisire documentazione utile alla definizione di pratiche amministrative e cambi di destinazione d'uso di immobili"
Nell’ambito dell'inchiesta, emerge inoltre una seconda ipotesi accusatoria che coinvolge il primo cittadino e un’insegnante cinquantenne. Secondo la Procura, durante la campagna elettorale la donna avrebbe operato all’interno di una sezione elettorale fornendo informazioni in tempo reale sull’andamento delle operazioni di voto e modificando, in alcuni casi, schede nulle o contestabili. In cambio avrebbe ottenuto l’assegnazione di un incarico di collaborazione volontaria presso il Comune e l’ammissione di un familiare al servizio civile retribuito presso la Pro Loco di Spadafora.