7 Luglio 2026 Giudiziaria

Maurizio Avola: chiesti otto anni di carcere per calunnia sulle stragi di Falcone e Borsellino

Si è concluso il primo troncone del processo con rito abbreviato a carico dell’ex collaboratore di giustizia catanese Maurizio Avola, imputato per calunnia aggravata. La Procura di Caltanissetta ha avanzato una richiesta di condanna a otto anni di reclusione nei suoi confronti, come riportato da quotidiano La Sicilia. La pena potrebbe essere ridotta di un terzo grazie al rito alternativo scelto. Avola è accusato di aver calunniato alcuni esponenti di vertice del clan Santapaola-Ercolano di Catania. Alcuni anni fa il pentito si era autoaccusato di aver preso parte alla strage di via d’Amelio e aveva indicato come responsabili Aldo Ercolano, Marcello D’Agata ed Eugenio Galea – tutti costituitisi parte civile – per l’attentato del 19 luglio 1992 che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta. Lo stesso Avola aveva inoltre rilasciato dichiarazioni sul tritolo utilizzato nella strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti di scorta il 23 maggio 1992. Le indagini su quelle accuse sono state archiviate perché il pentito è stato giudicato non credibile, circostanza che ha fatto scattare l’accusa di calunnia e l’apertura del nuovo procedimento. Difeso dall’avvocato Ugo Colonna, Maurizio Avola ha sempre sostenuto la veridicità delle sue affermazioni. Nel corso dell’incidente probatorio è stato ascoltato più volte in aula, rispondendo alle domande di pm e difensori nel tentativo di ricostruire i fatti. Dopo la requisitoria della Procura, sono intervenuti i legali delle parti civili: Fabio Federico per Aldo Ercolano, Carmelo Calìper Eugenio Galea e Libero per Marcello D’Agata. Il giudice David Salvucci ha rinviato l’udienza al prossimo 9 luglio, quando prenderà la parola il difensore dell’imputato.