Caso rimborsi all’Università di Messina, Cuzzocrea, Urzi’ e Zagami rinviati a giudizio. Il processo inizierà il 7 ottobre
L’inchiesta sul “caso rimborsi” all’Università di Messina che ha travolto l’ex rettore Salvatore Cuzzocrea registra la prima decisione tecnica importante, con la conclusione dell'udienza preliminare. Si farà il processo. Inizierà il prossimo 7 ottobre davanti ai giudici di una delle sezioni penali collegiali.
La gup Alessia Smedile ha infatti rinviato a giudizio con le accuse di peculato e falso l'ex rettore e altri due ex funzionari dell'ateneo, Leonarda Urzì e Antonino Santino Zagami, mentre l'ex direttore del dipartimento di ChiBioFarAm, il prof. Sebastiano Campagna, ha scelto il giudizio abbreviato. La trattazione della sua posizione è stata rinviata a settembre. La gup Smedile ha quindi accolto le richieste di rinvio a giudizio che erano state ribadite in mattinata dalla pm Roberta La Speme, dopo la lunga indagine della Guardia di finanza. In precedenza la giudice aveva rigettato alcune eccezioni difensive formulate dai legali su varie questioni procedurali e tecniche.
La Procura di Messina diretta da Antonio D’Amato ha da tempo messo a fuoco le ipotesi di reato che coinvolgono l'ex magnifico e gli altri tre indagati dell’inchiesta, che sono il peculato e il falso: Leonarda Urzì, segretaria amministrativa del dipartimento di ChiBioFarAm fino al 2022; Antonino Santino Zagami, segretario amministrativo dal 2022 e il 2023; e infine il prof. Sebastiano Campagna, direttore del dipartimento dal 2019 al 2023.
L’indagine ha consentito di scoperchiare un «sofisticato meccanismo», attraverso il quale l’ex rettore si sarebbe indebitamente appropriato di fondi destinati alla ricerca scientifica dell’Università. Come responsabile scientifico di numerosi progetti di ricerca affidati al dipartimento ChiBioFarAm, da enti privati o finanziati da enti pubblici, si sarebbe appropriato di ingenti somme di denaro, utilizzando, a fini di rimborso spese, «documentazione contabile artefatta, gonfiata o non inerente ai medesimi progetti di ricerca scientifica, formalmente condotti nel quadriennio 2019-2023».
Nel procedimento come parte civile ci sarà l’Università di Messina, che all'udienza scorsa aveva già depositato l’atto di costituzione con l’Avvocatura dello Stato.