13 Luglio 2026 Cronaca di Messina e Provincia

La tragica morte di Enzo La Foresta, nuovi accertamenti sulla moto

Ore cruciali per la Procura per ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente che venerdì sera sul viale Gazzi è costato la vita al 49enne Vincenzo La Foresta. L'ennesimo incidente mortale che ha funestato il 2026 dei messinesi. La Foresta stava attraversando quando è stato falciato da una moto Zontes 703, un'adventure bike di fabbricazione cinese condotta da un commerciante 40enne. Secondo la ricostruzione della Polizia municipale, subito intervenuta sul posto con il comandante Giovanni Giardina, e della sezione Infortunistica coordinata dal comandante Giovanni Arizzi, intorno a mezzanotte Vincenzo La Foresta stava tornando a casa.

Per racimolare un po’ di denaro aveva dato una mano al titolare di uno di quei furgoni attrezzati per la vendita di panini. Era appena sceso dall'autobus diretto alla sua abitazione di via Gaetano Alessi a Mangialupi quando sulle strisce pedonali, poco distante dall'Istituto Quasimodo, è stato centrato in pieno dalla moto. L'uomo è stato sbalzato ad una trentina di metri di distanza ed è morto sul colpo.

Completamente sventrata la parte anteriore della Zontes 703 a conferma della violenza dell'urto. Una ricostruzione che potrà essere ribadita dalla visione delle immagini di una telecamera di videosorveglianza che si trova a pochi metri dal luogo dell'incidente e dagli accertamenti sul centauro. Vincenzo “Enzo” La Foresta era molto conosciuto sui social con il nomignolo di “Enzo miao”, per i suoi video divertenti su TikTok che strappavano un sorriso a tutti. Era seguitissimo, in tanti guardavano sul telefonino i suoi video. In quella vita virtuale, probabilmente, aveva trovato la leggerezza e il sorriso che nella vita reale non aveva sempre avuto. Enzo La Foresta abitava in una casetta di Mangialupi, ormai da anni aveva perso i genitori, gli era rimasta una sorella. Sempre disponibile a dare una mano a chi gli chiedeva un aiuto, era molto legato al suo cane. A Provinciale e nel quartiere di Gazzi lo conoscevano in molti. Lo descrivono come una persona buona, gentile e sorridente, un grande lavoratore. Nonostante non avesse avuto una vita semplice era rimasto un eterno ragazzo di periferia, benvoluto da tutti. Non perdeva il sorriso neanche quando era bersaglio di scherzi. Con la sua semplicità era riuscito a calamitare un grande affetto che si è tramutato nei tanti messaggi di cordoglio che molti hanno espresso sui social.

E stasera alle 21, nella chiesa di Gazzi, officiato da don Pietro Scolaro, si terrà un momento di preghiera collettiva per ricordare La Foresta e tutte le vittime della strada.