16 Luglio 2026 Politica e Sindacato

Sancita la rottura a Palazzo Zanca. I dipendenti dicono sì allo sciopero

La rottura era nell’aria e rottura è stata. Anche perché, questa è la sensazione che va per la maggiore a palazzo Zanca, un reale tentativo di evitarla non c’è mai stato. Ed è probabilmente questa l’accusa principale che i rappresentanti di Fp Cgil, Uil Fp, Csa e Silpol, che ieri hanno incassato il pieno sostegno di una partecipatissima assemblea di dipendenti comunali, muovono al sindaco Federico Basile, ormai ufficialmente sul banco degli imputati insieme a chi, su quel banco, c’era già da tempo, ossia la segretaria generale-direttrice generale Rossana Carrubba. Il clima è infuocato e non ci sono, ad oggi, i margini per raffreddarlo, da qui il mandato netto dell’assemblea ai sindacati: proclamare lo sciopero. E sarebbe il primo sciopero dei dipendenti di ogni settore dell’ente da decenni a questa parte.

La vicenda da cui tutto è scaturito è ormai nota: la ripartizione del fondo 2024 per le progressioni economiche orizzontali, e cioè gli aumenti stipendiali. Il caso nasce nel momento in cui, qualche settimana fa, proprio il giorno prima del giuramento da sindaco rieletto di Federico Basile, Carrubba firma un atto che rivede “al ribasso” l’intesa che i sindacati avevano raggiunto, tempo fa, con l’ex direttore generale Salvo Puccio. Ne scaturisce una prima assemblea, lo stato d’agitazione, un incontro col sindaco, poi più nulla. Fino a ieri.

«Abbiamo iniziato una guerra, non può più esserci armistizio – dice senza mezzi termini Pietro Fotia del Csa –. Non ci potremo più sedere al tavolo con la segretaria generale per una incompatibilità ambientale insuperabile. Il sindaco dice che sono fatti amministrativi, che non può intervenire? E cosa dirà quando attaccheremo tutti gli atti della segretaria?». Livio Andronico della Uil Fp è esplicito: «Chi è il sindaco di questo Comune, Federico Basile o Rossana Carrubba? Saremo al fianco anche di chi vorrà agire individualmente nei confronti del Comune». Gli animi si scaldano con l’intervento di Peppe Previti, “anima” della Fp Cgil: «Ricordiamoci che uno dei primi atti di Rossana Carrubba fu quello di trasmettere alla Corte dei conti una relazione contro i dipendenti comunali e i sindacati. A noi delle contraddizioni nella classe dirigente non frega nulla, se ci sono questioni in sospeso con l’ex direttore generale se le risolvano tra loro, non sulla pelle dei lavoratori. E non sto qui a dire se sia normale o meno finanziare il partito del sindaco, non è questa la sede. Ma mi chiedo, dov’è l’autorevolezza del sindaco? Lui doveva intervenire e trovare una soluzione. Anche perché altri, non noi, percepiscono 195mila euro l’anno».

Anche Pippo Gemellaro (Silpol) chiama in causa il sindaco: « Subito dopo l’ultima assemblea ci aveva convocato il sindaco, al quale avevamo esposto il problema, e l’impegno era che dopo l’audizione della segretaria generale ci avrebbe riconvocato. Non è più accaduto. Al sindaco chiedo: la buona amministrazione che viene vantata con chi viene fatta? Coi muri, o con il lavoro e i sacrifici dei dipendenti? Nessuna contestazione personale, ma nei confronti del ruolo che esercitano Basile e Carrubba».

Il finale è inevitabile: sciopero, ma anche un’informativa che verrà trasmessa alla Procura e una lettera aperta, votata dai presenti dell’assemblea e firmata da un associato della Fp Cgil. Una lettera in cui si parla di «delusione» e «indignazione», anche e soprattutto per «l’approccio che molti lavoratori percepiscono come improntato alla mortificazione, all’arroganza e alla totale assenza di ascolto. E chi esercita un ruolo di vertice dovrebbe ricordare che il prestigio di un incarico non deriva dal potere di decidere, ma dalla capacità di conquistare la fiducia e il rispetto delle persone».