Palazzina crollata a Pistunina, ancora nessuna traccia dei sei dispersi
Le ricerche dei dispersi sono proseguite tutta la notte ma sono rese difficoltose a causa di un incendio che si sviluppa e cova sotto una parte delle macerie.
Le macerie mantengono un incendio covante (provocato dalle batterie dell'impianto fotovoltaico), accumulando calore e gas infiammabili in assenza di aria. Lo scavo da parte dei vigili del fuoco rompe il confinamento: l'ingresso improvviso di ossigeno atmosferico innesca la reazione immediata dei gas surriscaldati, trasformando la combustione latente in un'esplosione di fiamme dirette. Non si registra ancora il ritrovamento di alcuna persona rimasta coinvolta. Il posto medico avanzato (PMA) e il direttore dei soccorsi sanitari (DSS), la dott.ssa Vittoria Saraceno, rimangono operativi e in stato di massima allerta, pronti a prestare immediata e specializzata assistenza sanitaria nel momento dell'estrazione di eventuali superstiti.
A venir giù come un castello di carte è stato un edificio molto noto in città: una costruzione della fine degli anni Ottanta di proprietà della famiglia degli imprenditori Leone, che per molto tempo ha gestito una catena di negozi di elettrodomestici. Attualmente i Leone occupavano l’ultimo piano dell’edificio, con più appartamenti. I dispersi sono proprio l’imprenditore Carmelo Leone con le sorelle Sara e Rosa, il marito di quest’ultima Santino Magazzù, e un domestico che era con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. E c’è un’altra dispersa, una commessa del bazar cinese che si trovava al primo piano, la messinese Alessandra Frazzica.