La strage di Pistunina: «Da giorni si avvertivano vibrazioni». Quei campanelli d’allarme inascoltati
«Le vibrazioni erano costanti e sempre più frequenti. La situazione era stata segnalata alla proprietà dell’immobile perché destava preoccupazione, ma i titolari erano stati rassicurati. Avevano chiesto spiegazioni proprio perché quei movimenti si stavano intensificando, ma era stato detto loro che non c’era motivo di allarmarsi». Lo hanno detto gli avvocati Fabrizio Donato e Pietro Venuti, per conto dei titolari del bazar cinese, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sulla tragedia di Pistunina, dove il crollo ha provocato quattro morti e due dispersi. «I titolari del megastore sono ancora profondamente sconvolti e, almeno per il momento, non se la sentono di esporsi pubblicamente. Hanno perso tutto». È questo l’ulteriore messaggio di Donato e Venuti, ai quali l’incarico non è stato ancora formalmente conferito.
Tra i più colpiti c’è Fenfen Yang, conosciuta da tutti come Viola, titolare dell’attività. «È profondamente scossa – hanno spiegato i legali – sia per il forte legame di amicizia che la univa ad Alessandra Frazzica, la dipendente rimasta vittima del crollo, sia per il dramma umano e professionale che sta vivendo». Gli avvocati hanno quindi ricostruito le fasi immediatamente precedenti alla tragedia. «I figli dei titolari non erano presenti. All’interno del negozio non c’era una grande affluenza di clienti: diversamente, il bilancio sarebbe potuto essere ancora più pesante. Intorno alle 15, erano presenti circa venti persone, ma al momento del crollo ne erano rimaste soltanto tre. Chi si trovava in prossimità della cassa, compresa la titolare, è riuscito a mettersi in salvo. Non è invece riuscita a fuggire la dipendente che si trovava al piano inferiore». I legali hanno poi ribadito la piena disponibilità dei loro assistiti a collaborare con le Autorità. «Sono pronti a fornire ogni elemento utile per ricostruire – hanno continuato Donato e Venuti – quanto accaduto nei momenti che hanno preceduto il crollo».
Tra gli aspetti destinati a essere approfonditi dall’inchiesta vi sono appunto quelle vibrazioni che, secondo quanto riferito dai titolari, sarebbero state avvertite nei giorni precedenti. Anche riguardo ai lavori di ristrutturazione in corso, avrebbero ricevuto rassicurazioni. «Sapevano dell’esistenza del cantiere e gli era stato spiegato che le vibrazioni erano riconducibili a quelle opere e che, una volta conclusi gli interventi, sarebbero cessate», hanno aggiunto gli avvocati. La sera stessa del crollo i titolari sono tornati sul luogo della tragedia, ma non hanno potuto accedere all’area, ormai sotto sequestro. All’interno sono rimaste anche le loro autovetture, distrutte dal cedimento. «In questo momento – hanno concluso Donato e Venuti – il loro unico obiettivo è contribuire ad accertare la verità e chiarire ogni aspetto».