8 Agosto 2026 Politica e Sindacato

Aspetti organizzativi, percorso e contenuti della marcia No Ponte

Gli aspetti organizzativi, i risvolti pratici, i contenuti politici. Nel corso di una conferenza stampa, svoltasi ieri a Palazzo Zanca, i rappresentanti di “Assemblea No Ponte” – Ivana Risitano, Federico Alagna, Ketty Bertuccelli e Giulio Sturniolo – hanno presentato il Corteo nazionale, che si terrà oggi, per le vie di Messina, con qualche modifica al percorso. Una marcia che quest’anno, più degli altri anni, ha un obiettivo dichiarato: «Chiudere la società “Stretto di Messina”, come primo atto per interrompere definitivamente le procedure di un’opera inutile e devastante».

Il documento politico era stato già reso noto e ieri gli esponenti nopontisti lo hanno distribuito alla stampa: «Quella del Ponte è una storia di sprechi, di risorse sottratte alla collettività per il tornaconto di pochi, di procedure speciali (leggasi con minori tutele) e buchi neri. Dalla legge istitutiva della “Stretto di Messina Spa”nel 1981 alla legge obiettivo del 2001, dalla rimozione del tetto massimo per gli stipendi dei dirigenti della “Stretto di Messina” alle deroghe in materia di appalti introdotti dal cosiddetto “decreto commissari”, l’elenco è praticamente infinito. Ai procedimenti giudiziari, emersi negli scorsi mesi, lasciamo il compito di accertare responsabilità penali. Quelle politiche le conosciamo già, e le ascriviamo a quel blocco sociale che si nutre del Ponte e di cui fa parte l’intera governance tecnico-politica dell’opera: “Stretto”, politici, imprenditori, progettisti». Viene ricordato che «la stessa Corte dei conti aveva sollecitato più e più volte, già a partire dal 2016, Governo e Parlamento a un intervento normativo per accelerare la liquidazione della “Stretto di Messina”, decisa nel 2013 dal governo Monti. Sappiamo bene com’è finita: non c’è stato nessun intervento normativo e la società è stata tenuta in piedi da tutti i Governi, di diverso colore, che si sono succeduti, fino ad essere riattivata da Meloni e Salvini nel 2023». Ecco perché – spiegano i No Ponte – «oggi la chiusura della “Stretto di Messina” rappresenta l’unica strada per interrompere quella continuità che consente al progetto di sopravvivere da oltre quarant’anni». Per quanto riguarda il percorso del Corteo (il raduno è previsto oggi, alle 18,30 a piazza Cairoli), si snoderà dal viale San Martino fino a piazza del Popolo e c’è una modifica: dopo la via Santa Cecilia ci sarà un breve transito in via Ghibellina e via XXVII Luglio, prima di reimmettersi sulla via Cesare Battisti.