Foto – Cortile Teatro Festival, terza serata: una Veglia di storie e musica a capo Rasocolmo
Di Tonino Cafeo. La location - Il promontorio della Tenuta Rasocolmo a Piano Torre (Me) - è suggestiva ma non semplice da raggiungere, per cui la partecipazione del pubblico al di sopra delle aspettative al terzo spettacolo della quindicesima edizione del Cortile Teatro Festival è un premio alla tenacia del direttore artistico Roberto “Zorn” Bonaventura e una conferma del valore delle sue scelte, sempre all’insegna dell’esplorazione di linguaggi ed estetiche teatrali non comuni e mai banali.
Veglia, questo è il nome del lavoro rappresentato la sera del 12 agosto scorso dalla compagnia “Menoventi” di Faenza, è riuscito a non farsi rubare la scena dalla tanto attesa eclissi solare e ha catturato l’attenzione degli spettatori con una performance che riporta il teatro a una delle sue radici più antiche: quella di gioco che cementa una comunità e le si offre come specchio.
I due protagonisti, Consuelo Battiston e Gianni Farina, hanno radunato i partecipanti alla serata attorno a un fuoco virtuale e li hanno condotti lungo un percorso circolare all’interno dei diversi significati della parola “veglia”: stato opposto a quello di sonno, veglia funebre, veglia come protezione/attenzione, veglia come le antiche riunioni in cui ci si raccontava i pettegolezzi, i pensieri, le fiabe.
Lo spettacolo si è snodato perciò fra racconti filosofici e fiabe zen alternati a momenti di coinvolgimento degli spettatori in veri e propri giochi di ruolo, dal classico “indovina il numero dei fagioli nel barattolo”, usato per evocare una sorta di intelligenza emotiva collettiva, a una singolare esperienza di veglia funebre avente per soggetto uno spettatore preso a caso, che ha scatenato ilarità esorcizzante e (probabili) gesti apotropaici.
La parte narrativa ha portato il pubblico a ritrovare personaggi e situazioni senza tempo, a metà fra il Decamerone e le Mille e una notte, con califfi saggi, gran Visir, viaggi a Samarcanda per sfuggire alla morte e, come personaggio ricorrente, quel Nasreddin, omino saggio e insieme ingenuo, protagonista di tanta aneddotica mediterranea e origine di figure come quella del siciliano Giufà. Ogni passaggio della serata è stato scandito dalla musica elettronica di Stefano Barbagallo e del suo progetto “Sundrape”, che ha contribuito, insieme a Giovanni La Fauci, a creare un’atmosfera concentrata alternando tensione e scioglimento, lontana da sonorità scontate e stereotipate.
A reggere Veglia, oltre alla indiscutibile abilità di Battiston e Farina a condurre il gioco, è l’impianto filosofico e narrativo dello scrittore francese Jean-Claude Carrière, sceneggiatore prediletto da Luis Bunuel , che nel suo “Le cercle des menteurs”-testo base dello spettacolo- interpreta alla luce del suo surrealismo l’immenso patrimonio folklorico di fiabe e storielle di ogni paese per interrogare e interrogarsi sui nuclei fondamentali dell’esperienza umana: la percezione della realtà, il libero arbitrio, l’inganno, lo scherzo, il potere, la reale natura della verità.
Veglia è una produzione E production/Menoventi, Drama Teatro. Menoventi nasce fra Faenza e Ravenna nel 2005. I suoi fondatori,Consuelo Battiston e Gianni Farina, fondono teatro, musica, radio, video, arti visive alla ricerca costante del modo più efficace per fare entrare gli spettatori dentro i nuclei tematici ed esistenziali che caratterizzano ogni spettacolo che è un pezzo unico e irripetibile come un concerto jazz. Metterlo in scena nella radura in cima a capo Rasocolmo sotto un cielo stellato e dopo un’eclissi solare ha accentuato il potenziale di suggestione e l’unicità della rappresentazione.