La tragedia di Pistunina: L’imprenditore Panarello, «I tondini di ferro non intrecciati con il piano superiore»
Ci sono ancora altri aspetti importanti tra le righe delle deposizioni ai pm dei due imprenditori indagati nell’inchiesta, Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì. Il primo stava effettuando lavori di rifacimento al piano terra per aprire un supermercato, il secondo era stato incaricato dai Leone, i proprietari, per un consolidamento della struttura. Dichiarazioni, pubblicate da Gazzetta del Sud, che assumono il tono del dramma quando raccontano del crollo.
Ecco Panarello: «... il 30 luglio giungo sul posto alle 11 circa e trovo il D’Alì Pasquale e la sua squadra che, con un martello pneumatico, erano intenti a lavorare sulle parti ammalorate del pilastro n. “1”. Alla mia vista, nella parte bassa del predetto pilastro, il ferro si presentava perfettamente posato e non destava allarmismi. L’intervento di rimozione delle parti ammalorate, per quanto di mia conoscenza, doveva interessare tutti e quattro i lati dei pilastri. Quando faccio rientro, verso le 15 dello stesso giorno, la ditta era intenta a lavorare sul pilastro n. “2”. Mi rendo conto che il pilastro n. “1” era stato totalmente portato “a ferro” e nella parte alta notavo che i tondini di ferro, che costituivano la sua armatura, non erano accavallati ed intrecciati (legati) con quelli dell’armatura del pilastro superiore. A questo punto mi sono allarmato e nel dubbio ingeneratomi dall’ingegnere (Leone) quando ha fatto riferimento alla tecnica “Plastbau”, ho comunque scattato una foto che ho subito inviato all’ing. Leone alle 15:15».