Il processo all’assessore Elvira Amata, la difesa chiede citazione Schifani e Galvagno
Nessuna richiesta di costituzione di parte civile contro l’assessore al Turismo della Regione siciliana, Elvira Amata, di Fratelli d’Italia, imputata di corruzione in tribunale, a Palermo. Almeno per il momento. Il processo a suo carico è cominciato stamattina, davanti alla terza sezione, presieduta da Fabrizio La Cascia: nemmeno l’amministrazione regionale si è presentata per chiedere di essere ammessa nel dibattimento. Amata era coinvolta nell’inchiesta della procura di Palermo assieme a un’imprenditrice, Marcella Cannariato, già giudicata in abbreviato e condannata a due anni e sei mesi, nei mesi scorsi. Nell’udienza di oggi i pm Felice De Benedittis e Andrea Fusco hanno chiesto la citazione di 14 testimoni, in gran parte investigatori della Guardia di finanza, mentre la difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella, ha chiesto di ascoltare 27 testi, tra cui il presidente della Regione, Renato Schifani, nel cui governo Amata continua a sedere nonostante il rinvio a giudizio, la stessa Cannariato e l’ex presidente dell’Irfis, Iolanda Riolo. I legali chiedono di citare anche il presidente dell'Ars Galvagno, la sua ex portavoce Sabrina de Capitani di Vimercate e Tommaso Dragotto, imprenditore ed ex marito della Cannariato.
Ma sulla mancata richiesta di costituzione di parte civile c'è una nota della Regione che precisa: "In riferimento al procedimento penale che coinvolge l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, Palazzo d’Orléans precisa che non è mai pervenuta né alla Regione Siciliana né all’Avvocatura dello Stato alcuna comunicazione relativa alla data di fissazione dell’udienza o al capo di imputazione. Per tale ragione, non risulta acquisito alcun parere dell’Avvocatura dello Stato in merito al procedimento. Ciò nondimeno, nel pieno rispetto delle prerogative dell’autorità giudiziaria e a tutela dell’interesse dell’amministrazione regionale, come da intendimento già manifestato e in analogia con quanto avvenuto per altri coindagati, già nella seduta di giunta prevista per domani il governo proporrà la costituzione della Regione Siciliana quale parte civile nel procedimento".
L'inchiesta
L’inchiesta che coinvolge l’assessore regionale al Turismo della Sicilia, Elvira Amata, di FdI, e l’imprenditrice Caterina Cannariato, detta Marcella, si articola su un fatto che ha già visto riconoscere la colpevolezza della ex moglie dell’imprenditore Tommaso Dragotto: le due donne sono accusate di avere stipulato un patto corruttivo, un finanziamento da 30 mila euro in favore di un’iniziativa della Fondazione Bellisario, rappresentata in Sicilia dalla Cannariato, in cambio di un lavoro e di un alloggio offerti dalla donna al nipote dell’assessore Amata.