16 Settembre 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Pizza: solo una pizzeria siciliana nella top mondiale, ma sono 8 nella classifica italiana. L’Orso, a Messina, 41°

Il verdetto mondiale arriva da Napoli, il trono vola a Londra, ma tra le cento pizzerie più premiate del pianeta la Sicilia ha il suo nome: Saccharum. Il locale di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, guidato da Gioacchino Gargano e dalla moglie Loredana Sparacino, si piazza all'85° posto della 50 Top Pizza World 2026, unica insegna isolana nella classifica che il settore considera la più autorevole a livello internazionale.

Il titolo assoluto è andato a Napoli on the Road di Michele Pascarella, che pur avendo sede a Londra porta il nome della città partenopea sul gradino più alto per il terzo anno consecutivo. Alle sue spalle Una Pizza Napoletana di Anthony Mangieri, a New York, e Confine, di Francesco Capece e Mario Ventura, terza e primo locale con sede in Italia: la pizzeria milanese conferma così il primato conquistato poche settimane prima nella classifica nazionale. Quarti, ex aequo, I Masanielli di Francesco Martucci a Caserta e Seu Pizza Illuminati a Roma.

L'Italia resta comunque la nazione più rappresentata, con 31 locali contro i 22 degli Stati Uniti e i sei del Brasile. Napoli è la città con più insegne, sei, ma il primo indirizzo partenopeo compare solo al 12° posto con Palazzo Petrucci,premiato anche come miglior performance dell'anno.

Per la Sicilia, il risultato di Saccharum va letto insieme alla classifica nazionale, da cui la guida mondiale seleziona i suoi rappresentanti tra le prime trenta posizioni. Nella 50 Top Pizza Italia 2026, che conta 472 locali in tutto il Paese, le insegne siciliane premiate nella top 100 sono otto: Saccharum, appunto, 27ª e titolo di miglior pizzeria dell'Isola; L'Orso, a Messina, 41°; Archestrato di Gela, a Palermo, 50°; AMMODO, ancora a Palermo, 53°. Più giù, all'82° posto, compare Sazi e Sani, unica voce catanese nella classifica, seguita da Daniele Baglieri – Rione Mulino a Modica, 92°, da Basilicò a Messina, 93ª, e da Sitáriad Agrigento, 98ª. Soltanto Saccharum, tra le otto, ha superato la soglia delle prime trenta che apre le porte al giudizio mondiale.

Il fenomeno dei pizzaioli italiani all'estero, del resto, è ormai strutturale e non riguarda solo la Sicilia: nella top ten mondiale figurano anche Giuseppe Errichiello a Tokyo con RistoPizza by Napoli sta ca, settimo, Ciro Cristiano a Madrid con Baldoria, ottavo, e Daniele Cason, sempre a Tokyo, con The Pizza Bar on 38th, nono. Più indietro 50 Kalò Londra, 23ª, il progetto di Francesco Martucci a Miami, 27°, e altre insegne tra Bratislava, Madrid e Chester, in una classifica che abbraccia complessivamente 36 Paesi.