Pedopornografia, 16 arresti: due indagati nel Messinese nell’inchiesta sul gruppo Telegram “New Saga”
Ci sono anche due persone residenti nella provincia di Messina tra i destinatari delle misure cautelari eseguite dalla Polizia di Stato nell'ambito dell'operazione "Fly Trap", un'indagine sulla diffusione di materiale pedopornografico attraverso gruppi privati di Telegram. I due, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sono ritenuti partecipi dell'organizzazione per aver condiviso e detenuto in un archivio informatico una ingente quantità di materiale pedopornografico.
L'operazione è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma e condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Complessivamente sono state eseguite sei misure cautelari, un fermo di indiziato di delitto e dieci arresti in flagranza di reato. Le perquisizioni sono state 23.
L'indagine partita da un gruppo Telegram
L'inchiesta è stata avviata nel 2024 dopo le informazioni trasmesse nell'ambito della cooperazione internazionale dall'agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI), che aveva segnalato la presenza su Telegram di un gruppo privato denominato "New Saga", utilizzato per la diffusione di materiale pedopornografico.
Gli investigatori hanno seguito anche le transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, riuscendo a individuare uno dei primi amministratori, un 24enne campano. Dopo una perquisizione eseguita nel maggio 2024, è stata avviata una complessa attività sotto copertura, proseguita fino al 2025.
Gli operatori del Cncpo sono riusciti progressivamente a entrare in contatto con gli amministratori e a ottenere l'accesso come co-amministratori ai diversi gruppi creati dopo la chiusura delle precedenti comunità. Tra le denominazioni utilizzate anche "New Saga-La Zanzara 2", con successive versioni.
Oltre mille partecipanti e quasi 57 mila tra video e immagini
Secondo gli investigatori, dietro i gruppi Telegram c'era un'organizzazione strutturata, con amministratori incaricati della gestione e della promozione delle comunità, moderatori dei contenuti e sistemi informatici automatizzati. Venivano inoltre utilizzati servizi cloud e server virtuali e strumenti per proteggere l'anonimato e custodire il materiale, anche attraverso sistemi di cifratura.
La comunità contava oltre 1.009 partecipanti. L'accesso e la permanenza nei gruppi potevano avvenire attraverso il pagamento di somme in criptovaluta, indicate come "donazioni", oppure mediante la condivisione di nuovo materiale pedopornografico.
Le misure e le perquisizioni
Le sei ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip di Roma ed eseguite il 15 settembre. Una delle misure è stata successivamente sostituita con gli arresti domiciliari per le condizioni di salute dell'indagato.
I provvedimenti hanno riguardato tre amministratori italiani, residenti nelle province di Napoli, Barletta e Verona, e un cittadino svizzero, indicati come organizzatori o promotori. Gli altri due destinatari, residenti nelle province di Messina e Genova, sono invece ritenuti partecipi per la condivisione e la detenzione del materiale.
Parallelamente, 22 utenti italiani, dieci dei quali attivi anche nella condivisione di materiale, sono stati destinatari di provvedimenti di perquisizione locale, personale e informatica.
Le operazioni hanno portato inoltre all'arresto in flagranza di dieci persone, trovate in possesso di ingenti quantità di materiale pedopornografico, anche relativo a minori in tenera età. Il materiale, secondo la Polizia, era stato occultato in cartelle informatiche protette e in alcuni casi crittografate.
Coinvolti anche utenti di 996 utenze estere
L'attività investigativa ha consentito di individuare anche 996 utenze riconducibili a Paesi esteri. Le informazioni raccolte sono state trasmesse alle autorità competenti attraverso i canali della cooperazione internazionale, con il supporto di Europol e la collaborazione di Interpol, per consentire l'identificazione e la messa in sicurezza delle eventuali vittime.
La collaborazione internazionale ha già prodotto ulteriori sviluppi, con arresti effettuati in diversi Paesi nei confronti di persone identificate come partecipanti al gruppo "New Saga", che al momento non risulta più attivo.
Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati circa 200 dispositivi informatici, tra smartphone, tablet, computer e hard disk. Oltre cento operatori specializzati della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica sono stati impegnati nelle attività condotte in diverse province italiane.