18 Settembre 2026 Giudiziaria

Ritorsioni ai colleghi per coprire il furto commesso dalla nipote, definitiva la condanna per i fratelli Pugliatti

Diventa definitiva la condanna per i fratelli Maurizio e Francesco Pugliatti. La V sezione penale della Corte di Cassazione ieri ha rigettato i ricorsi presentati dai due imputati, rispettivamente brigadiere dei carabinieri e sovrintendente della polizia di Stato, dopo la sentenza d'Appello del marzo scorso.

La Suprema Corte ha dichiarato la prescrizione solo con riferimento al secondo capo di imputazione, relativo agli accessi abusivi al sistema informatico. Ciò comporterà una riduzione di due mesi della condanna. Definitiva,pertanto, la condanna ad anni 3 mesi 1 di reclusione. Ai due fratelli erano state negate le attenuanti generiche in ragione delle deprecabili finalità rivendicative e la particolare consapevolezza del disvalore dei fatti. I due imputati Innanzi alla Suprema Corte gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Giovambattista Freni e Ferdinando Trasacco. Parti civili rappresentate dal legale Nino Cacia. “Vicenda triste - ha commentato Cacia -  che ha messo in imbarazzo corpi di polizia che da sempre operano in stretta sinergia nell'interesse della collettività”.

La vicenda
Secondo l'accusa iniziale, poi confermata dalle sentenze di primo grado e di appello, i due appartenenti alle forze dell'ordine hanno fato recapitare false multe a danno dei colleghi. Una ritorsione nata dal mancato aiuto nel tentativo dei fratelli di coprire il furto di una borsetta commesso dalla nipote nel 2017 in una discoteca.

Ma due poliziotti in servizio all’Ufficio ricezione atti della caserma “Calipari" nel 2021 hanno denunciato tutto dando inizio all'inchiesta. A difendere i due imputati, condannati anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle parti civili, gli avvocati Salvatore Silvestro e Freni mentre il legale Nino Cacia ha assistito le parti civili.