Ritorsioni ai colleghi per coprire il furto commesso dalla nipote, definitiva la condanna per i fratelli Pugliatti
Diventa definitiva la condanna per i fratelli Maurizio e Francesco Pugliatti. La V sezione penale della Corte di Cassazione ieri ha rigettato i ricorsi presentati dai due imputati, rispettivamente brigadiere dei carabinieri e sovrintendente della polizia di Stato, dopo la sentenza d'Appello del marzo scorso.
La Suprema Corte ha dichiarato la prescrizione solo con riferimento al secondo capo di imputazione, relativo agli accessi abusivi al sistema informatico. Ciò comporterà una riduzione di due mesi della condanna. Definitiva,pertanto, la condanna ad anni 3 mesi 1 di reclusione. Ai due fratelli erano state negate le attenuanti generiche in ragione delle deprecabili finalità rivendicative e la particolare consapevolezza del disvalore dei fatti. I due imputati Innanzi alla Suprema Corte gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Giovambattista Freni e Ferdinando Trasacco. Parti civili rappresentate dal legale Nino Cacia. “Vicenda triste - ha commentato Cacia - che ha messo in imbarazzo corpi di polizia che da sempre operano in stretta sinergia nell'interesse della collettività”.
Ma due poliziotti in servizio all’Ufficio ricezione atti della caserma “Calipari" nel 2021 hanno denunciato tutto dando inizio all'inchiesta. A difendere i due imputati, condannati anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle parti civili, gli avvocati Salvatore Silvestro e Freni mentre il legale Nino Cacia ha assistito le parti civili.