23 Settembre 2026 Giudiziaria

Corruzione in atti giudiziari. Assolta in appello la giudice Amato

Di Giuseppe Romeo -

La Corte d’appello di Reggio Calabria, confermando la sentenza emessa in primo grado dal collegio del Tribunale reggino, ha assolto per insussistenza del fatto Lucia Maria Catena Amato, giudice in servizio alla sezione civile del Tribunale di Patti, imputata per corruzione in atti giudiziari.

La sua posizione fu stralciata dal procedimento scaturito dalla maxi operazione “Pathology”, sull’associazione finalizzata alle truffe all’Inps per il riconoscimento di pensioni d’invalidità ed altre misure previdenziali nel territorio dei Nebrodi, conclusosi in primo grado a Patti nel 2024 con la condanna di 22 su 61 imputati e adesso alle battute finali in Corte d’appello a Messina.

La Amato, nelle funzioni di giudice onorario per il settore previdenziale e del lavoro, rispondeva in particolare di aver ottenuto nel 2015 agevolazioni sulla retta per il ricovero di una parente presso una struttura assistenziale del comprensorio, grazie all’intermediazione del medico di Sant’Angelo di Brolo Francesco Piscitello, figura chiave dell’inchiesta per cui in primo grado è stato condannato a 7 anni e 11 mesi.

L’accusa sostenne che la giudice, in cambio di quel trattamento di favore, avesse garantito allo specialista ripetuti incarichi quale consulente tecnico d’ufficio nelle cause previdenziali a lei assegnate, compiendo atti contrari ai propri doveri d’ufficio.

La sentenza, emessa a settembre 2023 all’esito del dibattimento nel quale furono sentiti a testimoni anche figure apicali del Tribunale e della Procura pattesi nel periodo di riferimento, escluse però ogni responsabilità contestata all’imputata. La stessa giudice in sede di deposizione riferì per altro che proprio dalle sue segnalazioni tra il 2014 e il 2015 su anomalie riscontrate nella nomina di alcuni consulenti e le relative perizie, prese avvio l’indagine “Pathology”.

La Procura di Reggio Calabria, che aveva chiesto la condanna a quattro anni, impugnò quindi la pronuncia assolutoria ribadendo la contestazione corruttiva sulla base delle intercettazioni di conversazioni tra la giudice e Piscitello e delle osservazioni sul numero di incarichi affidati allo stesso quale consulente tecnico.

La seconda sezione della Corte reggina, che aveva disposto la parziale riapertura dell’istruttoria dibattimentale con la nuova escussione di alcuni testi, ha quindi rigettato l’appello e confermato l’assoluzione della giudice Amato, difesa dagli avvocati Luca Agostino Ninone e Vincenzo Ferrigno, perché il fatto non sussiste. Fonte: Gazzetta del Sud