5 Ottobre 2026 Cronaca di Messina e Provincia

Pallini di piombo nel falco, lacci per i cinghiali e un richiamo con Gps: scatta la stretta sul bracconaggio

Un falco di palude trovato in difficoltà, con pallini di piombo nel corpo, quindici lacci in cavetto d'acciaio preparati per la cattura dei cinghiali e richiami acustici vietati, uno dei quali nascondeva al suo interno anche un dispositivo GPS. Sono alcuni degli elementi emersi durante i controlli intensificati dalla Polizia Metropolitana di Messina contro il bracconaggio e gli illeciti ambientali.

Nelle ultime settimane gli agenti hanno rafforzato i servizi in diverse aree della provincia, concentrandosi soprattutto sui territori maggiormente esposti ai fenomeni di bracconaggio e sulle zone di particolare interesse naturalistico. L'attività, coordinata dal comandante del Corpo, colonnello Domenico Martino, ha compreso controlli sul territorio, accertamenti di polizia giudiziaria e interventi di prevenzione.

Uno degli episodi più recenti si è verificato a San Pier Niceto, dove gli operatori hanno recuperato un esemplare di falco di palude che si trovava in evidente difficoltà. Gli accertamenti veterinari hanno poi evidenziato la presenza di pallini di piombo nel corpo del rapace. L'animale è stato affidato alle cure specialistiche, mentre sono stati avviati gli accertamenti di polizia giudiziaria per cercare di individuare i responsabili.

I lacci per catturare i cinghiali

Nel mirino dei controlli sono finiti anche i sistemi utilizzati per la cattura illegale della fauna selvatica. Nelle campagne sopra Santa Lucia del Mela, un servizio svolto con la collaborazione della Polizia Rurale del distaccamento di Barcellona Pozzo di Gotto ha portato alla scoperta e al sequestro di quattro lacci in cavetto d'acciaio, predisposti per la cattura dei cinghiali.

Durante un successivo intervento sono stati individuati e sequestrati altri undici lacci, portando così a quindici il numero complessivo dei dispositivi recuperati.

Il richiamo per quaglie con un GPS

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ai richiami acustici vietati. A Curcuraci, in contrada Marotta, gli operatori hanno sequestrato un richiamo elettronico utilizzato per le quaglie. All'interno dell'apparecchiatura è stato trovato anche un dispositivo GPS, un particolare sul quale sono ora in corso specifici approfondimenti investigativi. L'intervento assume ulteriore rilievo anche per il luogo nel quale è stato effettuato: l'area interessata ricade infatti all'interno di una Zona di Protezione Speciale (ZPS). Un altro richiamo acustico è stato sequestrato in una diversa zona del territorio provinciale.

L'attività di controllo conferma il ruolo specialistico della Polizia Metropolitana nella tutela della fauna e del patrimonio ambientale, attraverso l'integrazione delle competenze in materia ambientale, venatoria e di polizia giudiziaria, insieme alla conoscenza capillare del territorio.

“La tutela dell'ambiente e della fauna selvatica rappresenta una responsabilità che richiede presenza, competenza e capacità di intervento - dichiara il sindaco metropolitano Federico Basile - La Polizia Metropolitana svolge un'attività preziosa, spesso lontana dai riflettori, che consente di contrastare fenomeni di bracconaggio e comportamenti che danneggiano il patrimonio naturale del nostro territorio”.

Per Basile, l'obiettivo è continuare a rafforzare i controlli e valorizzare le professionalità del Corpo, così da garantire un presidio sempre più efficace a tutela dell'ambiente e della legalità. I servizi proseguiranno nelle diverse aree della provincia, con particolare attenzione ai territori maggiormente esposti agli illeciti e alle zone di maggiore rilevanza naturalistica. La Polizia Metropolitana punta così a mantenere una presenza operativa costante, mettendo a disposizione del territorio le proprie competenze specialistiche e la conoscenza delle sue peculiarità ambientali.