Stadio Celeste, è scontro tra ACR Messina e Comune: Davis attacca, Basile replica
È diventato un caso politico e sportivo il futuro dello stadio “Giovanni Celeste”, al centro delle tensioni tra l’ACR Messina e l’Amministrazione comunale. Da una parte la società guidata dal presidente Justin Davis, che chiede spazi e condizioni adeguate per poter programmare l’attività della prima squadra e del settore giovanile; dall’altra il sindaco Federico Basile, che rivendica il lavoro svolto dal Comune e respinge l’idea che Palazzo Zanca non abbia sostenuto le esigenze del club.
Il nodo è rappresentato dalla gestione degli spazi disponibili al Celeste, destinati non soltanto al calcio ma anche ad altre discipline sportive. Da questa settimana, sulla base delle deliberazioni adottate, anche le squadre di pallavolo dovrebbero utilizzare la struttura, sia pure per l’attività in palestra e con l’assegnazione di due dei quattro spogliatoi disponibili. Una situazione che, secondo l’ACR Messina, rischia di compromettere la programmazione degli allenamenti. Il presidente Justin Davis, nei giorni scorsi, ha affidato a una lettera aperta il proprio malumore, arrivando a mettere in discussione la permanenza alla guida della società qualora non venissero create le condizioni necessarie per lavorare.
“Quando sono arrivato a Messina – scrive Davis – quasi per caso mi sono innamorato della bellezza di questa città e del calore della sua gente: una gente che vive di calcio, quel calcio vero che qui manca da troppi anni. In quel momento ho fatto una promessa a me stesso: riportare il calcio a Messina dove merita di stare”. Il presidente sottolinea però che per raggiungere gli obiettivi sportivi non sono sufficienti risorse economiche e competenze. “Servono collaborazione, unità d’intenti e le condizioni migliori perché la squadra possa raggiungere il traguardo che tutta Messina desidera”, sostiene Davis. Il problema, secondo il patron dell’ACR, riguarda soprattutto la gestione degli slot al Celeste. “Non possiamo pensare di vincere un campionato allenandoci in un campo dove, dopo un’ora e mezza, ci sono già due squadre in attesa”, afferma.
Nel mirino anche la decisione di rinunciare allo slot del sabato, con la rifinitura della prima squadra alle 9 del mattino. Una situazione che Davis considera incompatibile con le ambizioni sportive del club. “Ho fatto una promessa a questa città e, se non potrò mantenerla per la mancanza di strutture adeguate o per scelte che non tengono conto delle esigenze di chi rappresenta Messina sul campo, preferisco essere chiaro con la città che mi ha accolto: salutare e ringraziare tutti”, conclude. La tensione è poi salita ulteriormente con una nuova comunicazione indirizzata al sindaco Basile e all’assessore allo Sport Giuseppe Finocchiaro. Davis lamenta la mancanza di spazi adeguati e sostiene che proprio per questo la società sarebbe stata costretta a rinunciare a un campionato Under 16 e a un campionato femminile.
“Non erano questi gli accordi. Se non ci sono le condizioni è inutile continuare a investire”, è il senso della posizione espressa dal presidente. Nel frattempo anche i tifosi organizzati hanno effettuato un sopralluogo al Celeste, collocando sotto la tribuna uno striscione. Durante la visita sarebbe stata inoltre rilevata l’assenza di custodi e una situazione di degrado e sporcizia all’interno della struttura. La vicenda ha provocato le reazioni della politica. Il consigliere Dario Carbone, di Fratelli d’Italia, ha chiesto un’audizione urgente in Commissione Sport alla presenza del sindaco e degli assessori competenti. Sinistra Italiana e Adv, invece, hanno sollecitato l’apertura immediata di un tavolo di confronto per affrontare le criticità relative alla gestione dell’impianto. A chiudere il cerchio è arrivata la replica del sindaco Federico Basile, che contesta la ricostruzione fornita dalla società e invita a partire dalla documentazione ufficiale. “Leggo con stupore le dichiarazioni del presidente dell’ACR Messina. La realtà raccontata oggi alla città non corrisponde a quella che emerge dalle comunicazioni ufficiali. Partiamo, quindi, dai fatti”, afferma Basile.
Il sindaco ricostruisce quindi l’iter delle richieste presentate dall’ACR Messina per l’utilizzo degli impianti comunali. Con una nota del 28 maggio 2026 la società aveva chiesto la disponibilità del Celeste per gare e allenamenti della stagione 2026/2027. L’8 giugno era arrivata una nuova richiesta per il Celeste e, nella stessa giornata, anche quella relativa al Franco Scoglio. Secondo Basile, il Comune ha risposto alle richieste e seguito l’iter amministrativo, mentre successivamente le esigenze della società sarebbero cambiate più volte. Il 22 giugno l’ACR avrebbe chiesto il Franco Scoglio, per poi tornare a settembre sul Celeste e successivamente nuovamente sullo stadio di San Filippo. “Le esigenze rappresentate dalla società rispetto all’utilizzo degli impianti sono cambiate più volte: inizialmente è stato richiesto il Celeste, successivamente lo Scoglio, poi nuovamente il Celeste e, infine, ancora lo Scoglio”, sottolinea il sindaco. Basile richiama anche il parere favorevole espresso il 18 settembre dalla Commissione Comunale di Vigilanza per l’utilizzo del Franco Scoglio sia per le gare sia per gli allenamenti dell’Eccellenza e della Coppa Italia Dilettanti. Il 22 settembre, aggiunge il primo cittadino, il Comune avrebbe semplicemente ricordato alla società che le richieste relative agli impianti comunali devono essere preventivamente autorizzate e che era necessario comunicare le giornate e le fasce orarie degli allenamenti. Il 25 settembre, secondo il sindaco, l’ACR avrebbe trasmesso la propria programmazione ringraziando il Comune “per la collaborazione assicurata fino a quel momento”.
Da qui la netta presa di posizione di Basile. “Non ci sembra corretto che la città venga posta di fronte a una sorta di ultimatum: ‘o ci date quello che chiediamo oppure ce ne andiamo’”, afferma il sindaco, sottolineando che il Comune deve garantire l’utilizzo degli impianti a tutte le realtà sportive cittadine. “Il Comune mette a disposizione gli impianti che ha e continuerà a farlo nel rispetto delle regole e delle esigenze di tutte le società sportive della città. Non può però garantire a una sola squadra condizioni di utilizzo esclusive, sottraendo gli impianti alle altre realtà sportive”. Basile ribadisce comunque la disponibilità al confronto e alla ricerca di soluzioni condivise. “Restiamo, come siamo sempre stati e come dimostrano gli atti, pienamente disponibili al dialogo e al confronto per individuare soluzioni concrete”, conclude. Ma, precisa, il confronto deve avvenire “nel rispetto dei ruoli, delle regole e della verità dei fatti”. Il caso Celeste, dunque, resta aperto. Da una parte l’ACR chiede maggiori spazi e condizioni ritenute indispensabili per portare avanti il progetto sportivo; dall’altra il Comune rivendica il proprio impegno e sottolinea la necessità di garantire l’accesso agli impianti a tutte le società. Nel mezzo c’è uno stadio che torna progressivamente a essere utilizzato, ma che si trova ora al centro di una delicata partita tra esigenze sportive, disponibilità degli spazi e responsabilità amministrative.