7 Ottobre 2026 Giudiziaria

Riciclaggio dal traffico di droga, condanne per il “gruppo Arrigo”

Reinvestivano, si fa per dire, i guadagni del traffico di droga in maniera singolare, ovvero convogliando somme anche consistenti - in un caso fino a centomila euro -, sulle cosiddette card di gioco, con più versamenti, ma in maniera costante.

È questa l’accusa per il cosiddetto “gruppo Arrigo”, incastrato a suo tempo insieme a parenti e affiliati nella maxi operazione della Distrettuale antimafia e della Squadra mobile denominata “Market Place” sul traffico di droga alle palazzine Iacp di via Seminario Estivo, che un pentito definì la “Scampia messinese”, proprio per mettere in luce l’attività frenetica di spaccio h24 in alcune palazzine.

E nel pomeriggio di ieri davanti ai giudici della prima sezione penale si è concluso il processo di primo grado per questa vicenda parallela al traffico di stupefacenti con sette condanne.

Ecco il dettaglio della sentenza: Angelo Arrigo, 4 anni di reclusione con l’esclusione della recidiva; Giuseppe Paratore, 3 anni esclusa la recidiva e concesse le attenuanti generiche; Gaetano Arrigo, 3 anni e 2 mesi con le attenuanti generiche; Antonino Arrigo, 3 anni con le attenuanti generiche ritenute equivalenti alla recidiva; Desirè Granata, 2 anni e 8 mesi con le attenuanti generiche; Ramona Assenzio, 2 anni e 6 mesi con le attenuanti generiche e l’aumento per la “continuazione”; Alex Arrigo, 4 mesi e 15 giorni. I giudici in sentenza hanno anche stabilito la confisca delle somme che erano state sequestrate.

Nel processo sono stati impegnati nella difesa gli avvocati Salvatore Silvestro, Giovanni Caroè e Antonello Scordo.

Quello della “diversificazione” dev’essere un chiodo fisso per gli Arrigo, visto che la settimana scorsa hanno patteggiato una serie di pene per un’altra storia: vendevano attraverso una pagina social e televendite in diretta, abiti, profumi e accessori a prezzi stracciati, ma era tutta merce fasulla con i marchi contraffatti.

Tornando al processo di ieri ecco qualche esempio dai capi d’imputazione: Angelo Arrigo avrebbe spostato ben centomila euro in più “rivoli”, con 176 operazioni con il sistema delle scratch card della società Malta Limited, con 325 operazioni di ricarica sulla Paysafecard, somma poi impiegata attraverso ben 1565 operazioni di gioco.