8 Ottobre 2026 Giudiziaria

Chiusa l’inchiesta sul femminicidio di Daniela Zinnanti

L’indagine sul femminicidio della 50enne Daniela Zinnanti adesso è chiusa. È c’è solo il nome dell’ex compagno 69enne Santino Bonfiglio che l’ha uccisa tra le carte giudiziarie. L’atto ex art. 415 bis c.p.p. è firmato dalle pm Alice Parialò e Roberta La Speme. E le contestazioni sono in sintesi quelle di femminicidio, aggravato dai maltrattamenti e dagli atti persecutori, oltre al porto del tondino di ferro con cui l’ha barbaramente uccisa e l’evasione dagli arresti domiciliari. Già, perché Bonfiglio era agli arresti domiciliari ma non aveva il braccialetto elettronico che era stato previsto. Proprio quest’ultimo aspetto, da quel 10 marzo, quando la uccise, ha fatto diventare la vicenda un caso nazionale.

L’inchiesta in questi mesi è passata attraverso diversi step da parte degli investigatori della Squadra mobile. Ma anche dal laboratorio Genetica forense del Grps di Palermo, dove sono stati effettuati i classici accertamenti tecnici irripetibili di tipo biologico sul materiale che è stato repertato nella casa dove è avvenuto il delitto, l’abitazione di lei in via Lombardia.

Nella vicenda sono impegnati diversi legali: gli avvocati Giorgio Italiano, Filippo Brianni e Gianfranco Briguglio che assistono i familiari, e gli avvocati Oleg Traclò e Antonio Giacobello, difensori di Bonfiglio.

Daniela Zinnanti aveva trovato il coraggio di denunciare Bonfiglio prima della tragedia. E da quella denuncia era scaturito un procedimento giudiziario per maltrattamenti e lesioni a carico dell’ex compagno che è ancora in corso e arriverà presto verso la sentenza. Ma sarà tardi. Era stato proprio per convincerla a ritirare la denuncia che, nonostante fosse ai domiciliari, l’uomo si era recato nell’appartamento di via Lombardia, dove è scattata la brutale aggressione.

Di recente hanno fatto sentire la loro voce i familiari della Zinnanti, che hanno inviato una nota ai media. Dicendo sopratutto che si tratta di «un delitto che si doveva e si poteva evitare».