10 Ottobre 2026 Politica e Sindacato

Lupi ha un altro problema: Cateno De Luca. L’accordo tra lui e FdI può togliergli i seggi

Lui da veterano che conosce la politica non si è ancora lamentato. Almeno non in pubblico. Ma di certo ultimamente qualche mal di pancia sarà venuto a Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, gamba centrista della maggioranza. O almeno così sussurrano dentro e fuori il centrodestra, visto che l’accordo ormai chiuso tra Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord, il movimento del siciliano Cateno De Luca, rischia di creare seri problemi a Lupi, già amareggiato per non essersi potuto candidare a sindaco di Milano.

Già, perché nei sondaggi la creatura di De Luca viaggia ben sopra l’1 per cento, alla pari e talvolta sopra Noi Moderati. E adesso, grazie all’accordo con FdI – annunciato ieri sul Foglio dallo stesso sindaco di Taormina – creerà una sua componente alla Camera di cui farà parte tra gli altri anche l’ex meloniano Manlio Messina, che gli consentirà di raccogliere 1500 firme in ogni collegio per presentarsi alle Politiche, invece delle 6mila previste da un emendamento proprio di FdI alla legge elettorale. In sintesi, Scn è entrata nell’orbita di Meloni e del centrodestra tutto. Quindi contenderà spazio e seggi a Lupi: anche nell’ottica del miglior perdente che non raggiunga la soglia del 3 per cento nella coalizione, come prevede il Melonellum appena approvato. E non sono solo sondaggi e intese ad alimentare la sfida al centro della destra. Basta ricordare altri numeri, reali. Per esempio quelli relativi alle Politiche del 2022, nelle quali Scn in Senato prese 272mila voti a fronte dei 248mila di Noi Moderati. O quelli delle Europee 2024, in cui De Luca di voti ne prese 280mila, 30mila in più di quelli di Lupi nelle Politiche di due anni prima. Cifre che bastano per preoccupare l’ex ministro. O almeno dovrebbero farlo, visto che fonti di Noi Moderati giurano che che Lupi e i suoi non sono per nulla agitati: “Con De Luca sono in corso da tempo interlocuzioni. E comunque noi siamo un partito che aggrega, forte. Altro che preoccupati”. Insomma, con il sindaco siciliano si tratta e si tratterà. Ma Noi Moderati può reggere. E nel partito di De Luca, cosa ne pensano? La presidente è l’ex 5Stelle Laura Castelli, ora vicesindaco di Messina, che al Fatto la mette così: “I territori ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta, e infatti stiamo continuando ad aggregare realtà civiche. Ci sono le condizioni per arrivare al 3 per cento”. Va bene, ma Lupi? “Noi giochiamo sempre per vincere, rispettando ogni singolo partito di centrodestra”. Tradotto, Castelli non chiude ma neppure apre, a Noi Moderati. Anzi. D’altronde un parlamentare di lungo corso del centrodestra scandisce: “A oggi, De Luca non avrebbe nessun interesse a stringere accordi con Lupi. Gli conviene fare altri accordi a livello locale, continuando così”.

Perché il vento sembra favorevole per il politico siciliano, che ieri al Foglio teorizzava: “Abbiamo fatto un accordo con Meloni perché bisogna fermare Vannacci, che è un M5S aggiornato e più estremo”. Così eccolo, il De Luca siculo: che vuole ostacolare il generale, ma intanto crea grattacapi a Lupi.
@lucadecarolis