14 Ottobre 2026 Giudiziaria

I nomi di tutti gli indagati – L’affare dei rifiuti non smaltiti. Decise tre misure interdittive

Dopo gli interrogatori preventivi la gip Ornella Pastore ha deciso per gli indagati dell’inchiesta della Distrettuale antimafia e del Gico della Guardia di finanza sul traffico illecito di rifiuti, che il mese corso aveva portato al sequestro preventivo di tre aziende e otto siti “pirata” da parte dei finanzieri. Si tratta di oltre venti tonnellate di rifiuti tra scarti edilizi e d’asfalto smaltiti illecitamente per anni tra Messina, Pace del Mela e Villafranca Tirrena, la cui “filiera” è stata ricostruita dai militari del Gico con mesi di appostamenti e videoriprese.

Rispetto ai 23 indagati iniziali sono cinque le misure cautelari adottate dalla gip Pastore. Ecco il dettaglio: misura interdittiva per 12 mesi di esercitare attività imprenditoriale per il barcellonese Salvatore Antonino Imbesi, amministratore unico della Pro.Co.Ge.Im. srl e legale rappresentante della Venuto srls e della Venuto Antonino & C. srl, imprese attive tra Barcellona e San Filippo del Mela (le prime due per “costruzione strade e autostrade” la terza per “frantumazione di pietre e minerali vari fuori dalla cava”); obbligo di dimora a Barcellona Pozzo di Gotto per la barcellonese Tindara Venuto, madre di Imbesi; obbligo di presentazione alla Pg tutti i giorni alle 17, fatta eccezione per la domenica, alla stazione dei carabinieri più vicina, per il barcellonese Salvatore Tindaro Imbesi, congiunto dell’altro Imbesi (secondo la gip Pastore in «posizione più defilata»); misura interdittiva per 6 mesi per Fernando Plicanti di Palermo e Giuseppe Serro di Alcamo, che avevano il ruolo di “certificatori” (in concreto a loro carico è stata interdetta l’attività di analisi e caratterizzazione dei rifiuti). Nel collegio di difesa sono impegnati gli avvocati Francesco Chillemi, Carlo Autru Ryolo e Giovanni Cicala. Le tre ditte sequestrate il mese scorso sono la Pro.Co.Ge.Im. srl, la Venuto srls e la Venuto Antonino & C. srl, mentre i terreni sequestrati si trovano tra Barcellona, San Filippo del Mela, Milazzo e Villafranca Tirrena.

Ci sono altri 18 indagati. Si tratta di: Santina Barbera di Barcellona; Salvatore Scarcella di Barcellona; Tindaro Impalà di S. Filippo del Mela; Michele Bitto di Monforte S. Giorgio; Carlo Giovanni Inferrera di Messina; Giuseppe Bellinghieri di Scaletta; Antonino Pitale di Messina; Giuseppe Costa di Messina; Carmelo De Luca di Barcellona; Gaetano De Luca di Messina; Rosaria Cipriano di T. Vigliatore; Giovanni Alesci di Castroreale; Michele Aurelio Crisafulli di Furnari; Marco Giovanni Mataffesi di Barcellona; Adriano Torre di T. Vigliatore; Domenico Torre di T. Vigliatore; Emanuele Genovese di Messina; Marianna Calderone di Barcellona. Per i due Imbesi, Venuto, Barbera, Plicanti e Serro i magistrati della Dda avevano avanzato richiesta di misure cautelari personali, la gip Pastore le ha accordate ad eccezione della Barbera «... considerato il ruolo di minor spessore ricoperto dalla predetta, la quale ha dichiarato peraltro di svolgere tutt’altra attività (insegnante)».