I NOMI – L’inchiesta sul “caso Spadafora”. Ci sono altri sedici indagati
C’è dell’altro nell’inchiesta sul cosiddetto “caso Spadafora”, che ha portato allo scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose e ipotesi di corruzione elettorale, oltre all’insediamento della commissione prefettizia incaricata di passare al vaglio, a ritroso, l’attività amministrativa.
Un quadro più ampio rispetto a quello emerso nella fase iniziale dell’indagine, che vedeva quattro persone coinvolte, a cominciare dall’ex sindaco Lillo Pistone. Nel corso degli accertamenti, infatti, i sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Messina, Piero Vinci e Francesco Massara, hanno stralciato le posizioni di altre sedici persone, ipotizzando a loro carico una serie di reati che vanno dalla corruzione elettorale al falso del pubblico ufficiale, dalla rivelazione di segreti d’ufficio all’invasione di terreni o edifici.
Un passaggio che emerge soltanto adesso, dall’esame degli atti, dopo la conclusione delle indagini preliminari per il troncone principale dell’inchiesta. Le carte restituiscono così ulteriori sviluppi investigativi, maturati mentre gli inquirenti proseguivano gli accertamenti e l’attività di intercettazione.
Oltre al sindaco Pistone i due magistrati hanno infatti iscritto nel registro degli indagati - allo stato, la loro posizione potrebbe ovviamente registrare cambiamenti nei prossimi mesi -, anche Luigi Giacobbo, Antonino Salvatore Campagna, Giuseppe Pappalardo, Sarino Bonaffini, Angelo Bonaffini (classe 1994), Giuseppa Squadrito, Antonino Lo Presti, Santi Massimo Natoli, Giuseppa Prinzivalli, Salvatore Bonaffini, Antonino Bonaffini, Flavia Saccà, Giovanna Crisafulli, Tindara Amato, Giuseppe De Gregorio e Pasqualina Giannone.
Allo stato possiamo solo “vedere” quali sono i reati e a chi sono riferiti nel quadro generale delle ipotesi prospettate dai due magistrati, sicuramente nel prosieguo della vicenda si comprenderà meglio tutto.
Il primo caso, tra l’ex sindaco Pistone e il vice segretario comunale Salvatore Fagnani (il caso è ricompreso nell’atto di chiusura delle indagini preliminari), li vede coinvolti per le due ipotesi classiche di falso del pubblico ufficiale, l’episodio è del 6 agosto 2024; a Pistone e Crisafulli viene contestato un altro caso di falso del pubblico ufficiale, l’episodio è del 14 febbraio 2025; a Lo Presti e Amato viene contestato un caso di invasione di terreni o edifici e di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, fatto accertato nel giugno del 2024 di cui è parte offesa l’Istituto autonomo case popolari; per Pistone e De Gregorio si tratta invece di un’ipotesi di corruzione elettorale, il fatto risalirebbe al 9 maggio 2024; ci sono poi una serie di casi di rivelazione di segreti d’ufficio: uno viene contestato solo all’ex sindaco Pistone (23 luglio 2024), uno a Pistone e Campagna (18 giugno 2024), un altro a Pistone e Giannone (22 giugno 2024).