Gianfranco Minissale è il nuovo capo della squadra mobile della Questura di Roma. Subentra a Roberto Pititto e arriva nella Capitale dall’analogo incarico svolto alla Questura di Reggio Calabria. A comunicarlo è stata la Questura di Reggio Calabria, confermando l’avvicendamento alla guida dell’ufficio investigativo romano.
Il nuovo vertice investigativo a Roma
La nomina di Minissale consolida il vertice investigativo della Capitale con un profilo maturato in contesti operativi di primo piano. L’approdo a Roma rappresenta un passaggio di rilievo per l’assetto della squadra mobile, chiamata a operare su un territorio strategico per il Lazio e per il Paese, con attività a supporto dell’autorità giudiziaria e delle articolazioni centrali della Polizia di Stato.
Un profilo maturato tra Sicilia e Calabria
Originario della provincia di Messina, Minissale è entrato in polizia nel 1990 con il grado di agente. Nel corso degli anni ha costruito un curriculum segnato da incarichi investigativi e di direzione in realtà complesse del Mezzogiorno, fino a guidare le squadre mobili di Messina, Genova e, dal 2024, Reggio Calabria, ultimo incarico prima della chiamata a Roma.
Dalla formazione a Roma alle prime esperienze a Palermo
Nel 2002 ha frequentato il corso di formazione per funzionari presso la Scuola superiore della polizia di Stato a Roma, tappa che ha segnato l’avvio del percorso da dirigente. Al termine del corso è stato assegnato alla Questura di Palermo, al commissariato sezionale “Zisa-Borgonuovo”, come funzionario responsabile della sezione investigativa. Un incarico che lo ha visto impegnato nella gestione di attività d’indagine e coordinamento operativo sul territorio palermitano.
Gli incarichi operativi tra Corleone e la squadra mobile di Palermo
Nel 2006 Minissale ha assunto la direzione del commissariato distaccato di Corleone, proseguendo l’esperienza siciliana con responsabilità crescenti. L’anno successivo è passato alla squadra mobile della Questura di Palermo, dove ha guidato, in fasi successive, la sezione “Reati contro il Patrimonio”, la sezione “Catturandi” e infine la sezione “Criminalità organizzata”. Questi incarichi hanno consolidato un bagaglio di coordinamento investigativo che oggi approda alla guida della mobile romana.
Le direzioni a Messina, Genova e Reggio Calabria
Nel 2021 Minissale ha assunto la direzione della squadra mobile di Messina. Due anni dopo ha svolto lo stesso ruolo a Genova, estendendo la propria esperienza a un contesto operativo del Nord Ovest. Dal 2024 ha diretto la squadra mobile di Reggio Calabria, incarico da cui proviene per assumere la guida dell’ufficio investigativo della Capitale. Il percorso evidenzia una continuità di funzioni dirigenziali in realtà differenti, con attività gestionali orientate alla prevenzione e al contrasto dei reati più gravi.
Il passaggio di testimone con Roberto Pititto
Con la nomina odierna, Minissale succede a Roberto Pititto alla guida della squadra mobile della Questura di Roma. Il trasferimento, reso noto dalla Questura di Reggio Calabria, sancisce un avvicendamento lineare al vertice dell’ufficio investigativo romano. Il nuovo capo si insedia in una struttura cardine per l’attività di polizia giudiziaria sul territorio della Capitale e del Lazio.
Cosa significa guidare la squadra mobile della capitale
La squadra mobile di Roma è un presidio centrale nell’architettura investigativa cittadina. Alla sua guida, il dirigente coordina le sezioni operative, orienta le attività d’indagine e assicura il raccordo con l’autorità giudiziaria, in linea con gli indirizzi della Polizia di Stato. Nel contesto romano, la funzione direttiva richiede una visione integrata delle esigenze del territorio e un costante confronto con le specialità e gli uffici investigativi della Questura.
L’arrivo di Gianfranco Minissale risponde a criteri di continuità e valorizzazione dell’esperienza maturata in aree ad alta complessità investigativa come Palermo e Reggio Calabria. Il profilo professionale, sviluppato a partire dalla formazione a Roma e proseguito in Sicilia e in altre realtà metropolitane, offre alla squadra mobile capitolina un bagaglio di competenze in grado di sostenere l’operatività quotidiana e la programmazione delle attività investigative.
Nel segno di un percorso che ha toccato incarichi in più sedi, la nomina a capo della mobile romana conferma l’impostazione di un modello dirigenziale fondato su esperienze diversificate e responsabilità progressive. Si tratta di un passaggio funzionale al rafforzamento dell’apparato investigativo della Questura di Roma, con l’obiettivo di garantire continuità, coordinamento e efficacia nel servizio al territorio della Capitale e del Lazio.