Francesco Vita, il ciclista ucciso da un camion: una fiaccolata per chiedere strade più sicure
C’è una vita spezzata da ricordare e una domanda che non può restare senza risposta: come evitare che altre famiglie siano costrette a vivere lo stesso dolore? A Messina, la memoria di Francesco Vita torna oggi al centro di un’iniziativa che vuole andare oltre la commemorazione, trasformando il ricordo in una richiesta concreta di maggiore sicurezza sulle strade.
Oggi, martedì 27 ottobre, Fiab Messina Ciclabile e la famiglia di Francesco promuovono una fiaccolata in via Adolfo Celi, nel giorno dell’anniversario dell’incidente in cui il giovane perse la vita dopo l’impatto con un mezzo pesante. L’appuntamento è all’altezza dello svincolo di San Filippo: il raduno dei partecipanti è fissato alle 18.30, mentre alle 19 si accenderanno le fiaccole, accompagnate da testimonianze e interventi. La conclusione è prevista alle 20.
Un momento di raccoglimento e vicinanza ai familiari, ma anche un’occasione per richiamare l’attenzione su un problema che riguarda l’intera comunità: la sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti e il diritto di muoversi senza che gli spostamenti quotidiani si trasformino in un pericolo per la vita.
“La sicurezza deve essere una priorità concreta”
“Ricordare Francesco non significa soltanto fermarsi un momento nel suo ricordo. Significa assumersi una responsabilità: fare in modo che la sua morte non resti soltanto una tragedia da commemorare, ma diventi un richiamo forte alla necessità di cambiare”, dichiara Fabrizio Murè, presidente di FIAB Messina Ciclabile.
Il messaggio dell’associazione è chiaro: non ci si può abituare alle vittime della strada né considerare queste tragedie un prezzo inevitabile della mobilità. Ogni morte lascia una ferita nella famiglia coinvolta e nell’intera comunità, rendendo necessarie scelte e interventi capaci di incidere concretamente sulla prevenzione. “La sicurezza deve essere una priorità concreta, tradotta in scelte, interventi e comportamenti quotidiani”, sottolinea Murè, richiamando la necessità di superare la logica degli appelli pronunciati soltanto dopo gli incidenti mortali.
A Messina 10 vittime della strada nel 2025
A dare la misura del problema sono anche i dati riportati nel comunicato di Fiab Messina Ciclabile, riferiti alle rilevazioni ACI-Istat per il 2025: in città si sono verificati 643 incidenti stradali urbani, con 10 vittime. Numeri che, secondo l’associazione, impongono di rafforzare le politiche di prevenzione, migliorare la progettazione degli spazi pubblici e tutelare maggiormente gli utenti più vulnerabili.
La sicurezza, viene evidenziato, non può dipendere soltanto dalla prudenza dei singoli. Servono infrastrutture adeguate, percorsi ciclabili sicuri e continui, attraversamenti pedonali protetti, misure per moderare la velocità e una pianificazione urbana che metta al centro le persone, prima ancora dei veicoli.
“Una città sicura è una città nella quale un bambino può andare in bicicletta, una persona anziana può attraversare la strada e chi sceglie di muoversi a piedi o in bici non deve sentirsi esposto a un pericolo”, afferma il presidente di Fiab Messina Ciclabile.
Da qui la richiesta alle istituzioni di individuare le situazioni più rischiose e intervenire in modo strutturale, attraverso programmazione, controlli, infrastrutture e verifiche sull’efficacia delle misure adottate.
Le associazioni che hanno aderito
Alla fiaccolata hanno aderito diverse realtà associative e civiche: l’Associazione Culturale ARB, il Coordinamento Donne Cgil Messina, l’Aifvs – Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e Progettiamo Messina.
Una partecipazione che riunisce organizzazioni diverse attorno a un obiettivo comune: promuovere una città più vivibile, inclusiva e rispettosa della vita.
L’iniziativa si rivolge anche alla cittadinanza, perché la costruzione di una mobilità più sicura richiede una responsabilità condivisa. Alle istituzioni spetta progettare e amministrare strade sicure; a chi guida, rispettare le regole e prestare attenzione agli utenti più vulnerabili; all’intera comunità, contribuire a diffondere una cultura del rispetto e della convivenza.
Una luce per la memoria, un impegno per il futuro
La fiaccolata di oggi vuole essere un gesto di vicinanza alla famiglia di Francesco, ma anche un richiamo pubblico affinché la sua morte non venga dimenticata e il tema della sicurezza stradale rimanga una priorità. “Ogni fiaccola sarà un segno di memoria, ma anche una richiesta precisa: che la vita delle persone venga prima della velocità, della fretta e di qualsiasi altra esigenza”, conclude Murè, invitando cittadini, associazioni e comitati a partecipare.
Il ritrovo è fissato alle 18.30 in via Adolfo Celi, all’altezza dello svincolo di San Filippo. Alle 19 spazio all’accensione delle fiaccole, alle testimonianze e agli interventi, con conclusione prevista alle 20. Per Francesco Vita, il ricordo si lega così a una richiesta che riguarda tutti: imparare dalle tragedie e tradurre la memoria in azioni capaci di evitare che si ripetano.