24 Novembre 2021 Attualità

Sant’Agata Militello: Il prete che diffonde teorie no vax in ospedale: “La pandemia è stata pianificata dai potenti della Terra”

Mentre l’Italia osserva con attenzione l’arrivo della quarta ondata del Covid, il governo decide misure più restrittive per bloccare la pandemia e si cerca in tutti i modi di aumentare la quota di vaccinati, dalla provincia di Messina, c’è chi con la tunica e l’ostensorio, predica teorie complottiste e no vax. Si chiama don Giuseppe Agnello, ha poco più di quarant’anni ed è il cappellano dell’ospedale di Sant’Agata di Militello. Nelle sue omelie, come scrive oggi La Stampa, che diffonde anche attraverso Youtube e la pagina Facebook “Himmel”, che definisce «un canale per la nuova evangelizzazione», il sacerdote sostiene che la pandemia sia stata «pianificata dai potenti della Terra», i quali «con le bugie ci stanno portando lontani dal regno di dio e gli uni dagli altri, divisi in categorie in vista del grande Reset, previsto dal forum di Davos» in linea con le teorie complottiste del movimento di estrema destra QAnon. Nella Sicilia della mafia e delle sue centinaia di vittime, don Giuseppe sostiene che il governo «ha reso legale il pizzo» ossia il tampone, e che «gonfia alcuni dati per mantenere alta la paura e ne nasconde altri».

Don Giuseppe non ha fatto il vaccino, pur essendo da mattina a sera a stretto contatto con i malati, che incontra alla «messa quotidiana nella cappella dell’ospedale, nei reparti, alla casa di riposo di Sant’Agata e durante le visite domiciliari». Lo ha messo anche nero su bianco in una lettera alla direzione dell’ospedale spiegando che si sottoporrà al tampone ogni 48 ore come previsto dalle norme: «Uso la mascherina Ffp2 e igienizzo le mani di continuo», racconta al telefono.

Soprattutto non vuole essere definito “prete no vax” («Non mi piacciono le categorie») o essere affiancato a movimenti di estrema destra: «Sono cattolico – dice – non sono di estrema destra». Ma da sacerdote, e in una Chiesa che in questi quasi due anni ha pagato un altissimo tributo di vittime proprio tra preti e religiosi, don Giuseppe non è d’accordo con le parole di Papa Francesco, che ha invitato tutti a vaccinarsi definendolo un atto d’amore: «Voglio un gran bene al Santo Padre – spiega – ma quando parla dei vaccini li confonde con i vaccini tradizionali».

Quanto, invece, alle sue prediche prova a ridimensionare: «La diffido dal dire che plagio le persone, sono pronto a dare spiegazioni ai fedeli che me le chiedono. Predico la parola di dio ma sono contro il pensiero unico diffuso da tv e giornali». Nel frattempo don Giuseppe va per la sua strada, continua a visitare i pazienti dell’ospedale e nell’ultimo video caricato domenica continua a ripetere che la pandemia sia una trama ordita dai “potenti della Terra”: «Ci fanno credere che siano interessati alla nostra salute ma penso lo abbiate capito tutti che sono interessati solo ai soldi».

Mischia sacro e profano, «i profitti di Big Pharma, della Cina e di Amazon« alla necessità di cercare la «verità» testimoniata da Gesù. Alla fine avverte dall’altro capo del telefono: «Se mi fate passare per un ignorante, no vax e complottista, sappiate che state commettendo un peccato mortale».

La reazione del sindaco Mancuso

Un clamore che ha spinto anche il sindaco di Sant’Agata Militello Bruno Mancuso a prendere le distanze con una nota ufficiale. “L’eco che in poche ore la notizia ha avuta e che ha fatto rimbalzare sulle varie cronache il nome della città di Sant’Agata Militello, impone, nel pieno rispetto delle opinioni di ciascuno, una ferma presa di distanza da parte dell’amministrazione comunale, che da sempre si è convintamente impegnata con tutti i propri mezzi a sostegno della campagna vaccinale quale unica soluzione per sconfiggere il Covid. Mi sono sentito immediatamente con la Curia Vescovile di Patti, con la quale ci lega storicamente un profondo spirito collaborativo oltreché la condivisione in particolare dell’importanza della vaccinazione – conclude Mancuso – ed ho avuto rassicurazioni circa la dovuta attenzione con la quale si sta già valutando la questione”.