Giudiziaria / 16 Settembre 2026

Procura antimafia, l’Anm sull’esclusione di Ardita: “Dubbi sull’autonomia del Csm, serve trasparenza nelle nomine”

La vicenda della nomina del nuovo procuratore nazionale antimafìa aggiunto ha “oggettivamente contribuito ad alimentare interrogativi e preoccupazioni circa la piena percezione di autonomia e indipendenza” del Consiglio superiore della magistratura. Al rientro dalle ferie, l’Associazione nazionale magistrati prende una posizione forte sul caso che in estate ha coinvolto Sebastiano Ardita e la sua corsa al posto di numero due della Direzione nazionale antimafia (Dna). Ardita, attuale procuratore aggiunto a Catania, era a un passo dall’ottenere l’incarico – il suo nome era stato proposto a maggioranza dalla commissione competente – quando il Csm ha azzerato la pratica adottando una nuova interpretazione dei criteri per le nomine, grazie alla quale è prevalsa un’altra candidata, Franca Imbergamo, pm alla super-Procura. Una dinamica ricondotta da molti a una volontà “politica” di escludere Ardita, sgradito al procuratore nazionale Gianni Melillo: nel dibattito prima del voto, vari consiglieri hanno fatto riferimenti più o meno espliciti a interferenze esterne, con il togato indipendente Andrea Mirenda che . . .