Giudiziaria / 11 Giugno 2026
Inchiesta corruzione Ponte Messina, caccia ai “mandanti” delle pressioni sulla Corte dei Conti. Si cercano comunicazioni con soggetti di “Webuild/Eurolink e Società Stretto di Messina”
Di Vincenzo Bisbiglia e Lucio Musolino - Potrebbero esserci uno o più “mandanti” dietro le pressioni esercitate sui giudici della Corte dei conti per modificare il parere negativo sul progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Il sospetto della Procura di Roma emerge dalle pieghe del decreto di perquisizione e sequestro eseguito martedì nei confronti di tre indagati per corruzione e rivelazione di segreto. Si tratta dell’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno – uomo di Matteo Salvini in Calabria e consigliere della Stretto di Messina Spa – dell’imprenditore edile Vincenzo Virgiglio e dell’ex presidente aggiunto della Corte dei conti (in pensione da febbraio 2026) Tommaso Miele. Per i pm, Saccomanno, con l’intermediazione di Virgiglio, è riuscito ad avvicinare Miele, il quale si sarebbe messo a disposizione per procurare documenti riservati e agire sui colleghi in cambio della promessa di mediazione per incarichi post quiescenza. I pm Fabrizio Tucci e Francesco Gualtieri, coordinati dall’aggiunto Giuseppe De Falco, hanno così chiesto ai carabinieri di . . .