11 Dicembre 2021 Cronaca di Messina e Provincia

ASSOLTA INSEGNANTE ACCUSATA DI NON AVER DENUNCIATO I MALTRATTAMENTI SUBITI A CASA DA UNA SUA PICCOLA ALUNNA

E’ stata assolta dal giudice monocratico Alessandra Di Fresco, con la formula ‘per non aver commesso il fatto’, un’insegnante di un Istituto Comprensivo della zona Ionica, rinviata a giudizio per aver omesso di denunciare, nella qualità di pubblico ufficiale, le lesioni patite da una bambina, alunna della stessa scuola. 
 
La piccola di appena 6 anni, al suo primo giorno di scuola, secondo l’accusa si sarebbe presentata a scuola con un gravissimo ematoma bilaterale periorbitario, con importante travaso emorragico, esteso fino all’altezza del collo.
L’ insegnante, assieme ad una collega, vedendola in quelle condizioni, secondo l’accusa avrebbe omesso di segnalare il fatto “ipotizzando all’evidenza che quelle ecchimosi fossero la conseguenza di un reato (lesioni)”. 
 
Il processo, durato quasi tre anni, ha permesso di accertare che le lesioni, subite nell’ambito di una grave clima di violenza domestica, erano state causate da condotte violente ma poste in essere in un momento successivo rispetto a quando la piccola si era recata a scuola ovvero in orario pomeridiano.
 
A giudizio era finita anche un’altra insegnante, deceduta però pochi giorni dopo il provvedimento di rinvio a giudizio.
 
E’ stato condannato invece l’altro imputato, il compagno della madre della bambina, per il più grave reato di maltrattamenti in famiglia, alla pena di anni 2 mesi 8 di reclusione. L’accusa, gravissima, era quella di aver procurato alla bimba, con condotte violente, lesioni personali come lividi in tutto il corpo, ematoma bilaterale prioritario esteso fino al collo, assenza di capelli e diverse altre ecchimosi. Nei confronti della madre si è proceduto separatamente. 
 
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Antonino Cacia e Carmelo Moschella, le parti civili dall’avvocato Miasi.
 
“Pur rispettando il ruolo della Parte pubblica mi sento di affermare – sottolinea in una nota l’avvocato Nino Cacia – e senza tema di smentita, che il processo a carico delle insegnanti non doveva andare oltre il vaglio del gup. Rimane la profonda amarezza per una vicenda che ha coinvolto una minore in tenera età – oggi collocata presso una famiglia adottiva – e due insegnanti (una delle quali deceduta appena dieci giorni dopo il decreto che dispone il giudizio) la cui correttezza non avrebbe dovuto all’evidenza essere messa in dubbio”.