11 Marzo 2024 Cronaca di Messina e Provincia

FOTO – Ristoranti etnici, trovata merce avariata. Attività sospesa e 10mila euro di multa

Controlli, nelle ultime settimane, a 360 da parte della Sezione di Polizia Commerciale coordinata dall'Ispettore Capo CIfala' Giuseppe e sotto le direttive del Commissario Giovanni Giardina. Nel centro cittadino, nelle zone della cosiddetta movida sono stati eseguiti cinque provvedimenti di sospensione per occupazioni abusive di suolo pubblico e per mancato rispetto norme igienico-urbanistico di attività commerciali.

Servizi mirati espletati anche nelle principali zone di assembramento giovanile ed in particolare nella zona di piazza Antonello dove sono stati sanzionati due veicoli che circolavano con volume del proprio impianto musicale particolarmente alto.

Nell’ambito della medesima attività, dopo alcune fasi concitate, è stato intercettato un veicolo sorpreso a circolare sul corso Cavour con la ruota anteriore sollevata. Bloccato e sottoposto ai relativi controlli, è emerso che il conducente era sprovvisto della prescritta patente di guida perché mai conseguita. Inoltre il mezzo oltre ad essere privo della prescritta revisione periodica era sprovvisto della copertura assicurativa. Al motociclo, ora sottoposto a sequestro nonché a fermo amministrativo, saranno avviate le procedure del caso che potrebbero portare anche alla definitiva confisca. Sanzioni per oltre 7.000 euro per accertate violazioni che vanno dalla guida senza patente, alla mancanza di revisione e copertura assicurativa all’incauto affidamento per il proprietario del mezzo.

DISCOTECA.

L'attività della polizia Commerciale estesa anche alle attività di intrattenimento, ha permesso di accertare all'interno di una discoteca, che il gestore non utilizzava l'impianto di amplificazione certificato, bypassando il suo limitatore. Adesso il titolare dell’attività, oltre ad una sanzione amministrativa dovrà ripristinare lo stato originale di fatto se non vorrà incorrere alla sospensione della licenza di Ballo.

RISTORAZIONE.

Ma la specificità dei controlli svolti, come detto ad ampio raggio, si sono stati particolarmente concentrati nelle attività di ristorazione, molte delle quali in regola ed in linea con l’esercizio svolto, ma che tuttavia hanno evidenziato da parte di alcuni esercenti, principalmente adibiti alla somministrazione di pesce crudo e sushi e cibi orientali, gravi carenze igienico sanitarie.

Le verifiche, già iniziate da alcune settimane e che proseguiranno anche nei prossimi giorni, e principalmente finalizzati alla sicurezza alimentare e alla corretta detenzione degli alimenti, hanno permesso di accertare, all’interno di cinque attività di ristorazione gravi irregolarità igienico sanitarie.

Sospesa una attività di somministrazione per accertate carenze igienico sanitarie gravi, dovute non solo allo stato di degrado del locale ma anche per aver mantenuto l’esercizio nonostante fosse privo di acqua corrente, con bagni sudici e liquami fuoriuscenti dal pavimento. Il gestore è stato sanzionato con verbali di contestazione per accertate violazioni amministrative per importo complessivo di oltre 10.000 Euro.

Nelle scorse settimane da un controllo ad un esercizio di somministrazione di prodotti a base di kebab atto verificare le corrette procedure di lavorazione ed igiene, ha permesso di riscontrare gravi carenze da parte di un gestore del luogo nello svolgere la propria attività.

Inadempienze nel sistema di autocontrollo haccp con la rimozione delle necessarie trappole insetticida, tanto da riscontrare sul pavimento della cucina animaletti morti, un deposito di detersivi adibito a laboratorio e dispensa alimentare, bidoni rifiuti stracolmi a contatto con le zone di lavorazione. Lo stato di precarietà igienica riscontrata ha reso quindi necessario un approfondimento sulle modalità di conservazione degli alimenti ed è proprio in questa fase che sono stati riscontrati illeciti di più dolosa natura. In alcune celle frigo, pronti per essere venduti agli avventori, merce scaduta, prodotti congelati proposti come freschi e con indicazioni sugli ingredienti e allergeni non veritiere, ma ancor più grave è la procedura adottata dal gestore con carne (kebab) scongelata, cotta e poi la parte residuale ricongelata per essere di nuovo riscaldata.

Tracce di impurità evidenti sulla carne e modalità e recipienti di conservazione inadatti, tracciabilità della carne inesistente data di congelamento (ancorché non consentita) omessa, così come i termini di scadenza. Immediato l’intervento degli agenti, con il sequestro degli alimenti, ossia della merce scaduta e di circa 20 kg di carne che racchiusa in un plico sigillato è stata prelevata e depositata all’interno di un congelatore in dotazione al reparto annona e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria per le successive valutazioni. Il responsabile del ristorante è stato invece deferito alla autorità giudiziaria per il reato ipotizzato di frode in commercio e detenzione di alimenti per cattivo stato di conservazione. Una relazione dettagliata dello stato dei luoghi è stata inoltre trasmessa alla autorità sanitaria per le successive determinazioni, mentre sotto l’aspetto amministrativo sono state contestate sanzioni per circa 9.000 euro.

I controlli finalizzati alla sicurezza alimentare, ad ampio raggio ha interessato anche attività di ristorazione ove si consuma perlopiù pesce crudo (sushi).

Anche nella circostanza l’attività investigativa espletata dagli uomini della Sezione Annona ha permesso di accertare che parte del pesce crudo veniva proposto agli avventori senza che questo fosse stato adeguatamente trattato secondo le procedure di abbattimento termico previste dalla norma. Molti prodotti venivano impropriamente decongelati e quindi ricongelati e altri venivano rinvenuti nelle celle frigo privi delle prescritte indicazioni sulla provenienza e data di confezionamento e scadenza. Nel banco si alimentare dove erano posti filetti di salmone e di tonno utilizzati esclusivamente per la preparazione di cibi crudi per la realizzazione delle tipiche pietanze del locale (sushi) risultavano privi della prescritta scheda obbligatoria di autocontrollo sull’avvenuto congelamento tanto da ritenere che il pesce crudo venisse somministrato senza essere trattato dall’abbattimento termico. Nello stesso esercizio, veniva rinvenuta una grossa porzione di tonno in cattivo stato di conservazione riscontrabile dal confezionamento da sottovuoto danneggiato e dal colore nerastro con tracce di sbrinamento cosicché da ritenere plausibile l’avvenuto contatto con aria e quindi dell'avvenuta interruzione della catena del freddo. All’interno dei congelatori si rinvenivano prodotti della pesca scongelati e quindi ricongelati (anelli di totano crudi, gamberi mazzancolle crocchette di salmone) che, ancorché vietato, erano privi delle dovute indicazioni sulla provenienza, modalità di lavorazione e data di congelamento; detti alimenti risultavano inoltre conservati nelle celle frigo senza copertura tale da entrare in contattato con altri involucri o pareti del congelatore; ed ancora porzioni di tonno decongelato somministrato come fresco ed in un caso, dopo un’attenta verifica sulla tracciabilità del prodotto, somministrato oltre la data di scadenza.

Ed ancora, in un altro ristorante di sushi, i controlli incrociati sui documenti, fatture ed etichette ha permesso di accertare che il tonno crudo, non solo un prodotto decongelato e non fresco ma era era somministrato oltre alla data di scadenza e come detto “crudo” benché le indicazioni del produttore prevedevano il consumo “previa cottura” ossia non consentendone un diverso utilizzo.

L'intervento immediato da parte degli uomini della sezione annona, ha portato da una parte al sequestro di circa 40 kg di prodotti ittici, mentre in altri due casi la merce, dopo essere stata resa non più commestibile con lo spargimento di candeggina, è stata immediatamente avviata alla distruzione da parte dei medesimi gestori. Ora si attende il N.O. dell'Autorità Giudiziaria per la distruzione degli alimenti in sequestro mentre tutti i gestori, ciascuno per le proprie inadempienze, sono stati segnalati alla Autorità Giudiziaria locale in quanto, per quanto accertato, sono stati ritenuti responsabili dell'illecito penale di immissione in commercio di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione e frode in commercio.